Il punto sulla 20sima giornata del campionato di Serie A parte dal suo protagonista in positivo, Paul Pogba, e da quelli negativi, le due squadre milanesi sempre più in preda ad una crisi che sembra non avere fine. Il centrocampista francese ha letteralmente trascinato al successo la Juventus contro il Chievo, cosa che le permette ora di viaggiare addirittura a +7 sulla Roma fermata dalla Fiorentina. Ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, la differenza tra le due battistrada della Serie A la fanno i singoli. Due settimane fa Tevez, oggi Pogba: la musica, in sostanza, non cambia.

Roma, matrona discontinua

Perché nella Roma, in sostanza, il problema è che mancano figure che possano trascinare il team: lo fa ogni tanto Francesco Totti, in altre circostanza Daniele De Rossi. Ma, in senso lato, si tratta di eccezioni che confermano la regola: la Roma è una buona squadra, tutto qui. E’ seconda in classifica solo perché davanti ha una corazzata imprendibile e dietro un nugolo di squadre dal valore tecnico assai discutibile.

Lo stesso Napoli, terzo in classifica, deve aggrapparsi spesso a Gonzalo Higuain, l’unico vero fuoriclasse in rosa, per poter raggiungere l’obiettivo: anche contro il Genoa, la regola è stata rispettata. E che dire dell’altra sponda di Roma, quella Lazio che ora dovrà pensare a sostituire Djordjevic (in arrivo Pazzini?) anche perché Stefano Pioli non sembra riporre troppa fiducia in un Miroslav Klose che rimane comunque un grande attaccante. E ne ha dato riprova anche contro il Milan.

Genova e Milano, si sgonfiano le vele

La Sampdoria, in attesa di poter schierare Samuel Eto’o, si mantiene nelle zone nobili della classifica, mentre il Genoa sembra aver perso il treno che l’aveva spinta fino al terzo posto. E mentre Palermo e Sassuolo rimangono delle bellissime piazze e ottimi esempi sportivi, Milano piange.

Il Milan non ha più fiducia nel suo allenatore e lo si vede in campo, mentre l’Inter, dal canto suo, non sta di certo meglio: dopo l’euforia iniziale sembra essere tramontato, ormai, l’effetto Roberto Mancini: ko anche con il Torino in casa e crisi ufficialmente aperta. In questa lotta tra le due formazioni milanesi, non si sa di preciso chi stia peggio…

Parma, crisi senza fine

In fondo alla classifica, dà molta tristezza vedere la situazione del Parma: il club emiliano perde la sfida salvezza contro il Cesena, rimane ultimo a nove punti (uno tolto per penalità amministrative) e vede andare via anche Antonio Cassano, sicuramente il giocatore più rappresentativo in rosa. Roberto Donadoni, dal canto suo, non sa più cosa fare: forse, a questo punto, servirebbe un intervento deciso da parte della società. E pensare che soltanto 15 anni fa il Parma era uno dei club più in vista e vincenti a livello europeo.

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