Indipendentisti contro unionisti. Continua a far discutere il referendum per l’indipendenza della Catalogna. Divergenze di opinione che agitano anche lo spogliatoio delle Furie Rosse. Gerard Piqué aveva rilasciato dichiarazioni al vetriolo due giorni e puntuale è arrivata la risposta di Sergio Ramos.

Lo sfogo di Piqué

“Non ho niente contro la Spagna: non è il mio caso, ma un indipendentista può giocare in Nazionale aveva dichiarato Piqué in conferenza stampa -. È assurdo mettere in dubbio il mio impegno in Nazionale. Sono qui da 15 anni, considero questa squadra come la mia famiglia: sono orgoglioso di essere nella selezione spagnola e i dubbi nei miei riguardi mi offendono. Non lascio la Nazionale. Farlo significherebbe dare ragione a chi mi fischia e non gliela darò vinta. Sono indipendentista? Questa è una domanda da milioni di dollari alla quale non risponderò. Sono cittadino del mondo e gioco a calcio. I miei figli sono colombiani, libanesi e catalani”.

Sergio Ramos: “Calcio e politica non vanno mescolati”

Dichiarazioni che non sono andate giù a Sergio Ramos. “Ognuno di noi è libero di dire ciò che pensa, sebbene come capitano devo preoccuparmi dell’atmosfera della Nazionale e Gerard sapeva cosa stava facendo – ha dichiarato il difensore del Real Madrid -. Questa cosa potrebbe causare un frattura nella squadra una settimana prima delle due cruciali partite di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Il tweet non è stata la cosa migliore se non vuole essere fischiato. Non è stata una settimana facile. Per nessuno. Si sono mescolati politica e calcio ed è il primo errore. Ho ritenuto opportuno non parlare prima per parlare e farvi parlare con il tecnico e Piquè. Gerard? Abbiamo un’ottima relazione. Sentiamo, ognuno di noi, il diritto di pensare ciò che vogliamo ma poi remiamo sempre nella stessa direzione. I fischi a Piqué? E’ libertà d’espressione, non posso chieder loro niente. Non posso obbligare qualcuno a fare o non fare qualcosa, ma chiedo semmai di pensare alla squadra, alla Seleccion”.