Serbia Albania, gara valida per le qualificazioni agli Europei 2016, non era affatto una gara come tutte le altre. La componente politica sarebbe saltata certamente fuori visti i precedenti storici tra i due Paesi: ricorderemo tutti la guerra del 1999, che si concluse poi con l’indipendenza della provincia serba del Kosovo, la cui popolazione è a maggioranza albanese.

L’allarme era stato dunque lanciato e l’illusorio ottimismo che tutto potesse filare liscio, non è bastato: a Belgrado, nello stadio del Partizan, al 41′ del primo tempo il match è stato sospeso a causa di incidenti. Nonostante la trasferta fosse stata vietata ai tifosi albanesi, un drone è stato fatto volare sul rettangolo di gioco mentre trascinava da una parte all’altra la bandiera albanese del Kosovo (le prime voci sostengono che il drone sarebbe stato fatto volare dal fratello del Primo Ministro dell’Albania, Edi Rama).

L’agitazione fra gli spalti fra tifosi serbi e forze dell’ordine – con lancio di fumogeni da una parte e tentativo di sedare gli animi dall’altra – si è poi spostata anche in campo, quando il giocatore serbo Stefan Mitrovic ha bloccato il drone con la bandiera. Il gesto ha fatto scattare la furia dei calciatori albanesi, che si sono avventati su di lui e hanno scatenato il finimondo, dando il via anche all’invasione di campo di alcuni tifosi (uno di loro ha colpito un giocatore con una sedia). Fra gli invasori c’era anche un personaggio ben noto in Italia, quell’Ivan il Terribile, tifoso serbo, che fu protagonista degli incidenti a Genova per Italia-Serbia nel 2010 e che per quei fatti ha scontato un anno e undici mesi di carcere. Partita interrotta, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0, e dopo cinquanta minuti di sospensione è arrivato l’annuncio che la gara era stata ufficialmente interrotta per motivi di sicurezza.

Qui il video della rissa che si è scatenata in campo tra i giocatori di Serbia e Albania e i tifosi

(photo credit: infophoto)