L’Italia ha perso anche la sua seconda partita nel torneo Sei Nazioni 2015, uscendo sconfitta dal match contro l’Inghilterra per 15-5. Nel tempio inglese del rugby moderno, Twickenham, si sapeva che per l’Italia sarebbe stata una mission impossible, persino più difficile dell’esordio contro i campioni in carica dell’Irlanda.

L’Inghilterra del ct Stuart Lancaster, che si presentava con il morale a mille dopo il successo in rimonta al Millennium stadium, parte male e, dopo soli 4’, si trova già sotto: Parisse schiaccia a punti con una finta di trasmissione, trovando uno spazio interno. Haimona non trova l’angolo della trasformazione, ma gli azzurri sono avanti 5-0. Un miracolo sportivo, considerando soprattutto che a Twickenham l’Italia aveva collezionato la sconfitta col maggiore scarso (80-23) della sua partecipazione al Sei Nazioni. I precedenti con gli inglesi, oltretutto, parlano di 20 successi su 20 per i Bianchi d’OltreManica.

Partenza super dell’Italia, poi il crollo

L’Italia, come sempre, gioca con tanto orgoglio ma poca qualità. E così, dopo una touche non eccelsa, arriva la trasformazione di Ford: 3-5. Al 24′ episodio che cambia il match: Gori regge alla percussione di Vunipola, ma Bortolami commette un fallo sulla touche e Vunipola va in meta forse dopo essere uscito. Ford non trasforma, 8-5 Inghilterra. E’ il preludio all’allungo inglese, visto che passano appena 4’ e, da un placcaggio sbagliato di Haimona, Joseph trova un buco e vola in meta. Ford trasforma, cambiata l’inerzia del match. Un primo tempo pieno di rimpianti per l’Italia.

La ripresa, in sostanza, è senza storia: Ford trasforma, poi meta di Morisi (Haimona non trasforma) e Italia che si illude. E lì arriva un parziale di 29-0 per l’Inghilterra che non lascia scampo agli azzurri: meta finale degli azzurri con Morisi, ma alla fine è 47-17 per l’Inghilterra.