Niente da fare. Il Sei Nazioni 2014 finisce com’era cominciato per l’Italia, con una sconfitta, come, del resto, nelle altre tre gare. E finisce anche con una durissima lezione: la partita dell’Olimpico contro l’Inghilterra, dipinta come la possibilità di un’impresa a inizio torneo, si trasforma in una vera propria tortura. Davanti a una formazione che lotta per il titolo (lo possono ancora fare, con un successo della Francia sull’Irlanda), l’Italia si sfalda, mettendo in mostra tutte le proprie debolezze: gli inglesi giocano per vincere, e anche di tanto, gli azzurri vanno subito in difficoltà e non riescono proprio a ribattere. Troppa differenza di qualità, di voglia, di fondamentali: i ragazzi di Brunel, di fronte a quasi 73mila persone, provano a non abbattersi ma il fisico non regge. Nel rugby moderno non si può giocare solo in difesa: ormai l’Italrugby dovrebbe averlo imparato, ma anche questa volta il campo non sembra dimostrarlo. Arriva il cucchiaio di legno, ma questa non è una notizia. Ora bisogna raccogliere i pezzi e provare a ripartire: in attesa di tempi migliori.

Di fronte ai 72.862, l’Italia parte con il piede giusto: dopo 6 minuti sono gli azzurri a sbloccare il risultato, grazie a un calcio di Orquera. Gli inglesi non ci stanno e appena tre minuti dopo sono già sul 3-3 grazie a Farrell. Al 13’ un errore in rimessa di Parisse e compagni permette agli inglesi di ripartire: Brown rompe un paio di placcaggi troppo leggeri e arriva sino alla linea di meta. I nostri avversari non stanno giocando al 100%, paiono un po’ deconcentrati: e allora i nostri ne approfittano prima rubando palla con Campagnaro (ma Sarto non riesce a cavalcare in meta), poi trovando un altro piazzato con Orquera al 22’. Gli inglesi si sistemano meglio in campo e fanno il loro gioco: gli azzurri si difendono strenuamente, in due occasioni rimandando al mittente gli attacchi avversari, ma si arrendono al 33’, sulla combinazione Care-Farrell. Si spegne la luce azzurra, e gli inglesi prima del termine del tempo segnano ancora, con il solito Brown, chiudendo avanti per 24-6 al 40’.

L’Italia sbanda, Brunel nella ripresa prova a cambiare qualcosa: dopo qualche minuto ecco entrare Allan per Orquera, Rizzo per Aguero e De Marchi per Cittadini. Intanto l’Inghilterra gestisce il vantaggio, aspettando il momento giusto per accelerare e fare di nuovo male agli azzurri. La chance arriva al 51’, quando Bortolami si vede sventolare un cartellino giallo per offside: Nowell, 20 anni, ne approfitta per segnare la sua prima meta in nazionale due minuti dopo e Vunipola porta a cinque le marcature inglesi al 62’. L’Italia non reagisce: Tuilagi entra e porta a quota sei le mete dei nostri avversari. Al 70’ però una disattenzione dei britannici consente a Sarto di involarsi e segnare la “meta della bandiera” per l’Italia, prima del 7° centro di Robshaw. Niente di cui sorridere, ma almeno il pubblico accorso numeroso all’Olimpico ha avuto il suo piccolo momento di gloria. Finisce 52-11: Italia, il cucchiaio di legno, che mancava da due anni, è servito.

JACQUES BRUNEL: “E’ andato tutto storto: già all’inizio la nostra conquista non è stata all’altezza. Sbagliamo il rinvio, sbagliamo la touche, sulle palle rubate commettiamo in avanti: tutto è andato subito di traverso. Poi è venuta fuori l’Inghilterra. E’ stata la peggior partita che potevamo fare. Ritorniamo indietro: avevamo ambizioni di fare qualcosa di importante, ma ora dobbiamo ripensarci. Non è un problema di giocatori: alcuni si sono infortunati, ma è la qualità delle prestazioni che non va. Mondiale? Dobbiamo fare il punto sulla nostra ambizione: vogliamo imporre il nostro gioco, ma dobbiamo anche averne i mezzi…”. 

TABELLINO -

ITALIA: 15 Luke McLean, 14 Angelo Esposito, 13 Michele Campagnaro, 12 Gonzalo Garcia, 11 Leonardo Sarto, 10 Luciano Orquera, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Robert Barbieri, 6 Joshua Furno, 5 Marco Bortolami, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Matias Aguero. A disposizione: 16 Davide Giazzon, 17 Michele Rizzo, 18 Alberto de Marchi, 19 George Fabio Biagi, 20 Paul Derbyshire, 21 Edoardo Gori, 22 Tommaso Allan. 23 Andrea Masi.

INGHILTERRA: 15 Mike Brown, 14 Jack Nowell, 13 Luther Burrell, 12 Billy Twelvetrees, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell, 9 Danny Care, 8 Ben Morgan, 7 Chris Robshaw (c), 6 Tom Wood, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 David Wilson, 2 Dylan Hartley, 1 Mako Vunipola. A disposizione: 16 Tom Youngs, 17 Matt Mullan, 18 Henry Thomas, 19 Dave Attwood, 20 Tom Johnson, 21 Lee Dickson, 22 George Ford, 23 Manusamoa Tuilagi.