Prima la carota, ora il bastone. Clarence Seedorf (foto by InfoPhoto) si è calato a perfezione nei panni di paidagōgos di Mario Balotelli; e così, dopo aver riversato parole dolci addosso al bambinone riottoso nel corso del suo primo mese da allenatore a Milanello, ora è giunto il momento di somministrargli qualche legnata sui dorsi delle mani. Nella conferenza stampa che precede l’anticipo di domani sera tra Milan e Bologna, il tecnico olandese ha risposto così a una domanda sul suo centravanti:

Balotelli un campione? Spero che possa presto esplodere e diventare il campione che oggi non è. Con la voglia di fare che ha, sono abbastanza convinto che un giorno lo vedremo imporsi con continuità

Un randello cosparso di miele, certo (“Balotelli ha tanta voglia di fare”), ma pur sempre un randello. Perché Mario, dall’alto della sua autostima ipertrofica, si è sempre apertamente paragonato ai vari Messi, Ronaldo e Ibrahimovic – ovvero il meglio del meglio del meglio sulla piazza – dando per acquisita per definizione la sua appartenenza al gruppo tassonomico dei “fuoriclasse”; e invece, ecco che il suo allenatore lo ridimensiona a semplice “talento”. E il problema è che non si tratta di un semplice pungolo psicologico, ma della pura verità.