Non è stata una presentazione vera e propria, data l’assenza del presidente Silvio Berlusconi (impegnato in un meeting romano con Matteo Renzi), ma si tratta pur sempre della prima conferenza stampa ufficiale di Clarence Seedorf come allenatore del Milan. E così, più che di Milan-Verona di domani sera, si è finiti per parlare di emozioni, propositi e progetti.

Sul nuovo ruolo

Sono felicissimo di essere tornato a casa. Ho molta voglia di fare, di lavorare e trasmettere entusiasmo e allegria, indispensabili per questo lavoro. Siamo tutti molto fortunati a fare questo lavoro, che è quasi come un hobby. Mi sento bene, devo ringraziare questo ambiente dove sono stato per 10 anni: tornare ed essere ricevuto in questa maniera mi ha dato una carica enorme. Ho uno staff che conosco, Mauro Tassotti che è super importante e stiamo già lavorando bene insieme. L’emozione è giusto che ci sia, io vivo molto intensamente tutto ciò che faccio. Devo dimostrare tutto, per me è una nuova carriera. Mi sento pronto per questa sfida, ma saranno i risultati a confermare che posso superarla, dimostrando il valore che il Milan mi sta dando

Sulla filosofia e il modulo

Questo lo svilupperemo con i miei collaboratori e i ragazzi man mano che ci conosceremo meglio. Per me è più facile vincere se si gioca bene. Giocheremo col 4-2-3-1, voglio sfruttare la qualità che abbiamo in avanti, in modo che si possa sviluppare un gioco ancora pià offensivo. Le migliori partite degli ultimi anni sono arrivate quando siamo riusciti a stare tanto tempo nella metà campo avversaria, ma abbiamo bisogno di tempo per lavorarci sopra. Comunque io credo più nella filosofia di gioco che in un sistema tattico

Sulla situazione attuale del Milan

Ho visto tante partite della squadra, meritiamo più di quanto raccolto. La classifica è una brutta bestia, ne parlerò poco, ora bisognerà ritrovare lo spirito di gruppo, che è già unito. I momenti difficili vanno presi, analizzati e bisogna pensare a come risolverli, ma senza mai perdere di vista le proprie qualità. Per l’ambiente che c’è in questo club, non ci sono dubbi che la situazione ritornerà quella di un tempo

Sull’importanza dei tifosi

Avremo bisogno del loro sostegno, saranno il dodicesimo uomo, quello che ho conosciuto tante volte nella mia carriera, e sono convinto che daranno quell’energia di cui la squadra ha bisogno, e la squadra risponderà con la stessa energia

Sulle questioni societarie

Ne parleremo quando ci sarà la presentazione ufficiale. Tutti sanno quale rapporto di stima e affetto mi lega al presidente, è un uomo che ha fatto tantissimo per il calcio italiano e mondiale, sono onoratissimo di avere la sua fiducia e quella di Galliani. Con lui ho un rapporto molto importante, dopo 10 anni di trattative per i contratti

Su Balotelli

Lo conoscevo già prima, è un ragazzo molto dolce, le sua qualità sono note. Io sono qui per sostenerlo e per aiutarlo a crescere, ho visto una grandissima disponibilità da parte sua. Sono fiducioso. Sarà importante la filosofia di gioco offensiva

Sulla tradizione vincente del Milan

Il dna non si perde, si può avere qualche virus, ma l’antivirus sta già arrivando. Dopo l’addio dei senatori si è creato un buco di valori, voglio ricostruire i valori del Milan

Sul razzismo

Il razzismo è un problema culturale, esiste ancora dappertutto nel mondo. Il Milan sta dimostrando di essere un club innovativo, coraggioso, avanti nel tempo. Le azioni parlano sempre più forte delle parole

Su Kakà

Ritrovo un amico, ci siamo abbracciati quando ci siamo rivisti. So che posso contare su di lui soprattutto come persona, ma anche in campo ha già fatto vedere il suo valore, crescerà e sarà un esempio per tutti

Sulle parole di Van Basten

Giusto avere pareri diversi, vanno rispettati. Con Marco non ho problemi, non c’è nulla di strano in quello che ha detto. Anzi, spero che possa venire a trovarci perché è bello far rivivere i momenti della storia di questo club e del calcio mondiale

Sul Verona

Hanno il grande Toni là davanti e sono una squadra da rispettare, con un grande entusiasmo. Ma gli avversari devono sentire il peso di giocare contro di noi a San Siro