Torna la violenza negli stadi in Brasile. Ieri, poco prima del sentitissimo derby di San Paolo tra Palmeiras e Corinthians, si sono verificati dei duri scontri tra tifoserie contrapposte, che hanno provocato un bilancio drammatico: un morto, un numero imprecisato di persone ferite, di cui almeno due in gravi condizioni, e l’arresto da parte della polizia di 25 persone. Secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana, le violenze sarebbero esplose prima del fischio d’inizio del match e si sarebbero dipanate in vari quartieri della città paulista, Sao Miguel, Guarulhos e nei pressi della stazione della metro Bras.

A rimetterci la vita, come purtroppo talvolta accade in circostanze analoghe, è stato uno che non c’entrava assolutamente nulla. L’unica colpa dell’uomo è stata quella di  transitare nel quartiere Sao Miguel proprio mentre le due torme di balordi erano venute a contatto e stavano affrontandosi pistole in pugno: raggiunto da una pallottola vagante, l’uomo è rimasto ucciso praticamente sul colpo. I due feriti che destano maggiori preoccupazioni, invece, appartengono agli ultras del Palmeiras. Solo l’intervento massiccio delle forze dell’ordine è riuscito a riportare la situazione a una relativa tranquillità.

Purtroppo, quel passante e quei feriti non sono le uniche vittime di una rivalità, quella tra Corinthians e Palmeiras, che troppo spesso è sfociata in assurde esplosioni di violenza incontrollata. Peraltro, un fatto sinistramente analogo a quello di ieri si è verificato nel marzo del 2012, quando un ragazzo di 21 anni, André Alves, morì dopo essere stato colpito alla testa da un proiettile vagante, probabilmente esploso dagli ultras del Timao che avevano preso d’assalto i pullman dei tifosi avversari. Nell’agosto 2014, un altro tifoso del Palmeiras, Gilberto Torres Pereira, morì in seguito al pestaggio subito da un manipolo di teppisti del Corinthians a causa di un’emorragia interna. Ma il capitolo peggiore risale all’aprile dell’anno scorso, quando otto tifosi del Corinthians furono freddati all’interno di un bar da due uomini incappucciati, anche se in quel caso la polizia ipotizzò moventi legati al narcotraffico e non al calcio.