La Gazzetta dello Sport ha pubblicato uno stralcio del verbale che contiene le frasi pronunciate da Marek Hamsik e Genny ‘a carogna prima della finale di Coppa Italia. A stilarlo un collaboratore della Procura Federale dopo aver seguito da vicino il colloquio. Le dichiarazioni di facciata, Non c’è stata nessuna trattativa con gli ultrà”concetto ribadito più volte e da più parti istituzionali, vengono – come era ampiamente prevedibile – smentite dal documento che dimostra come la mossa sia stata pianificata per garantire l’ordine pubblico, che sarebbe diventato incontrollabile in caso di cancellazione della finale.

Prima della partita si erano diffuse le voci degli incidenti e gli ultrà partenopei sono convinti che un loro compagno sia stato ucciso e fanno pressioni sulla squadra perché si rifiuti di scendere in campo. La Digos rassicura tutti: “Non è stato ucciso nessuno, bisogna giocare altrimenti c’è il rischio di nuovi scontri. L’ordine pubblico lo gestiamo noi: questa è la decisione”. Ma il Napoli tentenna perchè i suoi tifosi sanno una verità diversa. Qualcuno propone di portare i calciatori sotto la curva, la società acconsente e una delegazione composta da Hamsik, le forze dell’ordine, un dirigente azzurro, l’ispettore Figc e altri personaggi “non identificati”.

Hamsik e il capo dei Mastiffs, Gennaro De Tommaso, che parla per tutta la tifoseria, parlano. Il capitano azzurro sa cosa dire e usa parole misurate: “Con un tifoso morto non avremmo mai giocato, ma ci hanno assicurato che le cose non stanno così”Genny ‘a Carogna non si fida e indica “gli sbirri” mettendolo in guardia da eventuali menzogne. Ma Hamsik gli fa capire che “sta mettendo la faccia” assumendosi delle “responsabilità” e comunicando alla curva che “c’è un ferito, ma non per un agguato tra tifoserie” e – fa capire – cancellare la finale aprirebbe a scenari drammatici. De Tommaso alza il pollice medio e sussurra una frase allo slovacco del tipo: “Allora ok, ci metto la faccia anche io. Tanto tutti sappiamo chi siamo e dove siamo”. Chissà ora le istituzioni come smentiranno.

Il “colloquio” è ovviamente arrivato sul tavolo della procura federale con a capo Stefano Palazzi e al giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Per Genny arriva il Daspo di 5 anni, per il Napoli è prevista come minimo un’ammenda salata ma visto il pompiere ferito per l’indegno lancio di oggetti, è probabile che sia chiuso un settore. In attesa di provvedimenti seri che impediscano tutto ciò.

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