BEAVER CREEK (Colorado, Stati Uniti) - “Mi sono risvegliata dopo… 8 anni di sonno!”. Scusate il ritardo, aggiungiamo noi. Parole e musica di Elena Fanchini, bresciana di Montecampione, 28 anni, sorella maggiore di Nadia e Sabrina, entrambe in Coppa del Mondo come lei, la prima vincente come Elena e pluri-medagliata mondiale, la seconda in attesa di farlo. Otto anni, quelli intercorsi tra la splendida vittoria in discesa libera a Lake Louise, in Canada, nel 2005, quando aveva 20 anni, era giovane, spensierata, ma con le ginocchia già di cristallo per i tanti infortuni subiti, che poi aumenteranno pure (!), e il podio agguantato ieri a Beaver Creek, sempre in libera, terza dietro le favorite Lara Gut (Svizzera) e Tina Weirather (Liechtenstein).

Podio forse inatteso, visto che in prova non aveva brillato, forse no, perché i tecnici italiani erano fiduciosi, per lei e per tutta la squadra di velocità femminile italiana di sci alpino, che ha aperto la stagione 2013-2014, quella delle Olimpiadi di Sochi, agguantando già il miglior risultato dell’intera annata 2012-2013, ovvero un podio, quello che fu di Daniela Merighetti a Skt. Anton nel gennaio scorso, 2a in discesa dietro l’americana Alice McKennis. Un inizio eccezionale e che darà fiducia a tutto il team, ma non così inatteso, perché si sapeva che le ragazze azzurre stavano lavorando bene con il nuovo staff tecnico guidato dal cortinese Alberto Ghezze, arrivato in estate dalla Coppa Europa.

In questi otto anni d’attesa Elena ha subìto ancora numerosi infortuni, ha perso per esempio un’intera annata, quella 2008-2009, per la rottura del piatto tibiale patita durante un allenamento in ottobre a Hintertux, sul ghiacciaio austriaco, e ha fatto pure la commentatrice televisiva, proprio quell’anno, gustandosi in diretta la medaglia di bronzo della sorella Nadia, proprio nella “sua” discesa, ai Mondiali della Val d’Isere 2009, in Francia. Non ha mai smesso di crederci, anche se proprio nei primi anni post rientro in squadra sembrava ancora un po’ “bloccata” da quella normale paura che ti prende quando ti sei fatta male troppe volte e che però non ti aiuta di certo quando devi andare più forte delle altre in una discesa sugli sci. Ma la sensibilità sulla neve, la sua capacità di far correre gli attrezzi del mestiere e anche di tirare le curve in velocità come si è visto proprio a Beaver Creek, visto che ha sciato divinamente, pur con linee diverse dalle altre, nel tratto più difficile e ripido della “Raptor”, beh quella non l’ha mai persa, proprio perché è una dote in parte naturale, pur avendo raccolto, dal 2005 a… ieri, un 5° posto come miglior risultato in questo lungo periodo a digiuno di podi in Coppa del Mondo. Ma il passato ora non conta più.

La discesa sulla nuova pista “Raptor” (bella, completa, moderna, divertente, spettacolare), costruita apposta per i Mondiali di Vail 2015, ha mantenuto fede ai pronostici che erano maturati dopo le tre prove cronomentrate, con favorite, nell’ordine, Lara Gut, imbattibile in questo momento dopo il successo in gigante a Soelden, Tina Weirather e Anna Fenninger, arrivate, rispettivamente, al 1°, 2° e 5° posto. La “sorpresa”, ma fino a un certo punto, l’hanno confezionata proprio Elena Fanchini, 3a, e l’altra elvetica, Fabienne Suter, che in realtà è una signora campionessa, sempre brava nelle discesa più tecniche e con tratti da superG, come quella americana, e già vincitrice in passato, più volte, in Coppa del Mondo. In questo momento la ticinese di Comano, invece, prima in Coppa del Mondo, non ha rivali, è in fiducia totale, sa di essere la più forte, dispone di materiali eccezionali e “tira” anche le curve in velocità come nessun’altra al mondo, del resto è sempre stata la sua caratteristica migliore fin dal 2008, quando, a St. Moritz, a 17 anni, dopo aver fatto faville in Coppa Europa, nella prima discesa libera di Coppa della sua carriera, arrivò sul podio, 3a, dimostrandosi una predestinata assoluta. A questo punto, dopo sole tre gare, possiamo tranquillamente annunciarla come favorita per la Coppa del Mondo generale, pur non gareggiando in slalom (al contrario di Tina Maze, vincitrice della sfera di Cristallo 2012-2013 e che in quella disciplina ottiene tanti punti), perché se continua così sarà difficilmente raggiungibile dalle agguerrite avversarie, che non mancano e che si chiamano in primis Fenninger, Weirather, Shiffrin, Maze, Riesch e magari ancora Lindsey Vonn, se tornerà.

La ticinese, dopo aver concesso qualcosa alle avversarie nella parte alta piena di dossi, ma piatta, è stata divina, non c’è altro aggettivo per definire come ha sciato, nel tratto centrale della pista, tenendo linee strettissime, unica, ma non a discapito della velocità, per poi entrare a razzo nell’ultimo settore, portandosi  a casa la sua quinta vittoria in Coppa del Mondo, la seconda in discesa dopo quella fortunosa di Val-d’Isère dell’anno scorso, dimostrando di essere la favorita per la sfera di cristallo e di essere finalmente arrivata ai livelli cui tutti i tecnici da anni pronosticavano arrivasse.

Sesta la veterana della squadra elvetica, Fränzi Aufdenblatten. Settima la tedesca Maria Riesch, ottava l’altra austriaca Andrea Fishbacher che quando sente il profumo di stagione olimpica alza subito il suo rendimento e nona un’altra rossocrociata, Marianne Kaufmann-Abderhalden: quattro svizzere nelle prime dieci in discesa non si vedevano da San Sicario, 27 gennaio 2007. Chiude la top ten l’austriaca Regina Mader Sterz subito davanti alla connazionale Nicole Schmidhofer e alla svizzera Dominique Gisin. Delle altre big quelle maggiormente deluse sono indubbiamente la slovena Tina Maze, sedicesima, e la statunitense Julia Mancuso, ventesima su una pista che sembrerebbe fatta apposta per lei. Ventiquattresima l’austriaca Nicole Hosp che dopo le prove sembrava una candidata al podio.

Per quanto riguarda le altre azzurre, detto che non ha gareggiato Elena Curtoni per le conseguenze del volo di mercoledì in prova, buon tredicesimo posto per Verena Stuffer, al miglior risultato degli ultimi due anni, ventiduesima Daniela Merighetti, venticinquesima Nadia Fanchini, ventisettesima Francesca Marsaglia, trentacinquesima Camilla Borsotti, trentasettesima Lisa Magdalena Agerer. Non è arrivata al traguardo una Sofia Goggia che stava andando piuttosto bene, ma che poi ha sbagliato sul muro, mostrando però ottime cose nei pochi secondi in cui è rimasta in pista e sicuramente il suo atteggiamento “vincente” nel DNA. Oggi superG alle 18.45 (diretta Eurosport HD e RaiSport1) sulla stessa pista!

QUI il risultato completo della gara e le classifiche.