SCHLADMING (Austria) – Signori, in piedi ad applaudire. Non solo il vincitore, non solo chi è salito sul podio, ma tutti quelli che hanno preso parte alla discesa libera Mondiale di Schladming, andata in scena oggi sulla Planai: perché per buttarsi a oltre 110km/h su questa pista, piena di gobbe, curve, salti, con visibilità scarsa e quasi mille metri di dislivello, beh serviva e serve un pelo sullo stomaco non indifferente. Nel giorno più atteso dei Mondiali di sci alpino, almeno per tutto il pubblico austriaco, bisogna però tributare l’onore ad altri protagonisti: al norvegese Aksel Lund Svindal, per esempio, all’ottava medaglia iridata dopo sei partecipazioni, quinta d’oro, seconda in discesa dopo il 1° posto di Are 2007. Quando vinci e sei il favorito numero uno, quando batti la pressione massima, allora il tuo posto nella leggenda è assicurato. Aksel ha assorbito ogni gobba della Planai, impostato con il giusto timing le curve più difficili, lasciato correre in quei pochi punti in cui si poteva fare. Notare che in questa discesa si resta forse per il 20% al massimo con gli sci completamente piatti sulla neve…

E per l’Italia, alla quarta gara (due maschili, due femminili), è arrivata la prima medaglia iridata, firmata da colui che possiamo tranquillamente definire erede di Kristian Ghedina, e forse anche più forte dell’ampezzano dal punto di vista tecnico. Dominik Paris (nella foto Pentaphoto) è andato a prendersi un argento (nona medaglia mondiale in discesa per il Bel Paese) che vale tantissimo, confermandosi tra i migliori interpreti della disciplina dopo i successi in Coppa del Mondo, in questa stagione, di Bormio e Kitzbuehel.

Bronzo, a sorpresa, al francese David Poisson, 30enne di Annecy, 4° in questa stagione a Kitzbuehel, mai sul podio in Coppa del Mondo, che ha strozzato in gola l’urlo degli austriaci, con Klaus Kroell quarto a 38 centesimi dalla medaglia.

Il Wunderteam e i 40.000 tifosi al traguardo sono rimasti ammutoliti: l’Austria non vince l’oro in discesa da 10 anni, dai Mondiali di St. Moritz 2003 (Walchhofer) e l’ultima medaglia nella specialità è datata Bormio 2005 (bronzo, ancora con Walchhofer). Il pubblico austriaco, che è sportivissimo e molto competente, ha tributato un grande onore a Svindal e tutti gli atleti più forti hanno ricevuto applausi, urla e incitamento dal primo all’ultimo metro.

Schladming è un paese molto piccolo, della Stiria, ma oggi l‘Austria si è riversata tutta da queste parti: per attraversare il paese abbiamo visto una lunga fila ordinata di tifosi, le scuole sono ferme per entrambe le settimane del mondiale e, giusto per farvi capire che aria tira da queste parti, sappiate che ci hanno fermato alcuni sostenitori austriaci, mentre procedevamo lentamente in macchina. Ebbene, riconosciuta la nostra targa, ci hanno “obbligato” a tirar giù il finestrino per poi urlarci in faccia, a squarciagola, “Alberto Tombaaaaaaaaaaaaaaa“. Questa è l’Austria, patria dello sci e dello sport invernale in generale. Avevamo un cappellino in testa. Beh, ce lo siamo tolto in loro onore…