Vince sempre lui: fanno 28 successi totali, 15 in slalom, 64 podi in Coppa del Mondo. E dopo Zagabria, è diventato lo slalomista più vincente nel Wunderteam, davanti anche a una leggenda come Benny Raich, doppio oro olimpico ai Giochi di Torino 2006. Marcel Hirscher domina pure a Zagabria, in slalom, superando Neureuther, in rimonta, e Solevaag, il giovane norvegese al primo podio in Coppa del Mondo, finito terzo. Miglior azzurro, Stefano Gross, settimo, confermatosi dopo la prima manche. Sedicesimo, al rientro, un grande Manfred Moelgg, recuperato a tempo di record dopo l’infortunio al Tendine d’Achille. Fuori nella seconda manche Thaler, un po’ in crisi ultimamente nonostante stia sciando bene; nella prima Giuliano Razzoli, quando viaggiava invece a ritmo da primi tre. Ritrovato, almeno per metà prova.

GARA

A Zagabria, sulla collina di Slijeme tanto cara ai Kostelic, Marcel domina la prima manche, pur con qualche imperfezione, qua e là, e controlla un po’ nella seconda, con il quarto tempo di manche. Nei dieci anche Hargin (secondo a metà gara), Khoroshilov, Baeck, Gross appunto, Dopfer, un ritrovato Grange e lo svizzero Yule. Fuori otto atleti nella seconda manche, tra cui l’americano Chodounski terzo a metà prova, e sceso come un fulmine per cercare di regalare un grande risultato (non era mai andato oltre il settimo posto in Coppa del Mondo) alla memoria di Ronnie Berlack, vent’anni, di Franconia, New Hampshire, e Bryce Astle, diciannove anni di Sandy nello Utah, due atleti della squadra americana giovanile tragicamente deceduti ieri, a Soelden, in Austria, mentre sciavano fuori pista. I due ragazzi si trovavano in Tirolo perché proprio a Soelden le squadre USA hanno la ‘base europea di training’. Chodounski aveva scritto un suo ricordo struggente sulla parte alta del casco, mostrato alle telecamere dopo la sua prima, fantastica, run. Avrebbe meritato il podio, per lui e per loro.