Dopo qualche giorno di legittima incredulità in seguito alle voci circolanti sia in Germania che in Inghilterra il Bayern Monaco ha deciso di ufficializzare la cessione di Bastian Schweinsteiger al Manchester United. È stato lo stesso sd del club bavarese Karl-Heinz Rummenigge ad annunciarlo in una conferenza stampa tenutasi a Monaco di Baviera, all’Allianz Arena: “Abbiamo cercato di convincere Bastian a rimanere con noi, ma capisco anche che un giocatore, dopo 17 anni in una squadra, voglia provare una nuova esperienza. Ci siamo visti subito dopo le vacanze e lui ci ha chiesto di ascoltare la proposta del Manchester United. Lo abbiamo fatto e abbiamo concordato il trasferimento“.

Rummenigge non si è limitato ad elogiare la carriera del giocatore, insostituibile perno centrale da diversi anni anche della Mannschaft, la nazionale tedesca, ma ha anche annunciato al giocatore un futuro impiego nello staff dirigenziale del Bayern Monaco: “Bastian ha attraversato tutte le fasi, ha vinto tutto, e a fine carriera organizzeremo per lui una grande partita di addio. Se vorrà, anche da dirigente, potrà esserci una futuro per lui al Bayern“.

Autentica bandiera e impareggiabile uomo-simbolo del club bavarese, esempio imperituro per tutti i giovani calciatori tedeschi, Schweinsteiger era approdato alle giovanili del Bayern Monaco nel luglio del ’98 quando aveva 14 anni. Solo 4 anni dopo ci fu l’esordio in prima squadra e da lì suo cursus honorum fino alla proclamazione di capitano della squadra, e oltre. Lascia dunque il club di Baviera dopo aver raggiunto la quota di 500 presenze e segnato 68 reti in totale.

Con il Manchester United, dove ritrova Luis Van Gaal che lo ha allenato proprio al Bayern, firmerà un contratto triennale da 10 milioni di euro a stagione. Nelle casse bavaresi invece entreranno circa 20 milioni di euro. Ora Guardiola e il Bayern saranno impegnati nel trovare un giocatore che per qualità, se non per carisma e doti di leadership, sia degno di sostituire l’enorme lacuna lasciata dall’addio di Schweinsteiger nel centrocampo bavarese.