In una nota diffusa dall’entourage del marciatore azzurro, si riferisce che il collegio difensivo di Alex Schwazer composto dall’avvocato Gerhard Brandstätter con i suoi collaboratori Pfeifer e Tiefenbrunner, e dall’avvocato Marchese ha notificato alla Fidal e al Tribunale Nazionale Antidoping la richiesta di audizione del marciatore altoatesino con istanza di revoca del provvedimento di sospensione emesso venerdì scorso dalla Iaaf. Nel comunicato si sottolinea anche che alle perizie dei consulenti di parte «si è aggiunta una relazione tecnico-scientifica di un terzo perito indipendente, di fama mondiale, che conferma che non risultano condotte e/o comportamenti dopanti» dell’atleta e «si confida in tempi strettissimi per la richiesta audizione con accoglimento delle domande formulate».

Nel frattempo, la Commissione Anti-Mafia ha chiesto di sentire Sandro Donati, allenatore di Schwazer, che ieri ha fatto pesanti dichiarazioni: «Più persone mi hanno sottolineato come sia stato un grande azzardo da parte di Alex Schwazer accusare gli atleti russi di doping. Ed è evidente il rapporto di corruttela reciproco che ha contrassegnato la relazione fra alcuni dirigenti della Iaaf (la Federazione internazionale di atletica) e le autorità sportive russe, finalizzato ad insabbiare o a gestire in maniera addomesticata i casi di doping». L’allenatore del marciatore azzurro ha poi rincarato la dose, confessando d’essere in pericolo per la sua vita: «Questa storia porta con sé un messaggio molto chiaro: chiunque parla va messo fuori gioco, chi rompe il muro dell’omertà che c’è sul doping deve comunque pagarla cara – continua Donati – . Io ho avuto un ruolo fondamentale, collaborando con la procura della repubblica di Bolzano e con il Ros dei carabinieri, nell’individuazione di un gigantesco data base che era nelle mani di un medico italiano che collaborava e collabora ancora con la Iaaf. Nel data base c’erano centinaia di casi di atleti internazionali con valori ematici particolarmente elevati. E, tra questi, un gran numero di russi. Ho portato all’attenzione della Wada (l’agenzia mondiale antidoping) quel data base e nel frattempo la magistratura francese ha aperto un’indagine per riciclaggio e corruzione nei confronti del vecchio presidente della Iaaf Amine Diack che è stato arrestato».

Rosy Bindi, presidente della Commissione Anti-Mafia, dice la sua sulle accuse di Donati: «sulla mafia del doping e le contiguità tra istituzioni sportive internazionali e ambienti malavitosi merita grande attenzione. Alla vigilia dei Giochi di Rio de Janeiro, occorre sgombrare il campo di inquietanti condizionamenti e fare luce sulle intimidazioni e le pressioni che Donati avrebbe ricevuto. Ritengo che la Commissione Antimafia debba approfondire il caso e con l’Ufficio di Presidenza abbiamo già stabilito di convocare in audizione l’allenatore di Alex Schwazer giovedì prossimo alle 8.30».