La Iaaf, federazione internazionale di atletica leggera, ha ufficialmente sospeso con effetto immediato il marciatore azzurro Alex Schwazer: l’altoatesino era risultato positivo a un controllo antidoping effettutato all’inizio dell’anno e reso noto soltanto nelle scorse settimane. Oggi è arrivato il risultato delle controanalisi, che purtroppo confermano la positività al doping: secondo quanto possiamo apprendere, le analisi del campione B hanno confermato i risultati del campione A. Il marciatore azzurro aveva già scontato tre anni e mezzo di squalifica, sempre per doping, ed era tornato a gareggiare a maggio.

Poche ore fa, Alex Schwazer ha diffuso una nota per chiarire la sua posizione: «Lotterò fino all’ultima possibilità per far chiarezza su questa storia: voglio andare alle Olimpiadi per dare una risposta in gara perché sono pulito. Dopo la notizia della positività non ho mai smesso di allenarmi nonostante il dolore, la rabbia e l’amarezza che assorbono tutte le mie energie. Lo faccio per il mio allenatore, per chi mi è sempre stato vicino e per tutti quelli che ogni giorno dimostrano di credere in me e nella mia innocenza».

Secondo la Iaaf il caso sarebbe chiuso, ma i legali di Schwazer ovviamente la pensano diversamente. Nei giorni scorsi, prima ancora di conoscere l’esito delle controanalisi, l’avvocato del marciatore azzurro Gerhard Brandstatter aveva dichiarato: «Abbiamo eccepito irregolarità anche gravi nel trasporto al laboratorio convenzionato del campione di urina prelevato ad Alex». Segnaliamo che i test sulla provetta B sono stati fatti nel medesimo laboratorio di Colonia che effettuò le analisi sulla provetta A. La difesa punta dunque a una sospensiva d’urgenza del procedimento. Secondo il legale, resta il fatto che il 1 gennaio è stato prelevato un campione d’urina per i controlli antidoping, che è stato testato e comunicato a Schwazer ben 5 mesi dopo, con i risultati che sarebbero arrivati il 13 maggio. La difesa, dunque, non si spiega come mai i risultati siano stati resi noti solo il 21 giugno.

Brandstaetter ha dunque annunciato che «Cercheremo immediatamente di impugnare la sospensione, probabilmente già lunedì. A questo punto reagiremo immediatamente. È triste vedere come la Iaaf abbia sospeso immediatamente Schwazer, senza riconoscere in alcun modo i passi che erano già stati fatti. Abbiamo in mano la prova che non si tratta di doping e che nella condotta di Schwazer tutto è stato regolare. C’è stato un intervento esterno sul prelievo, è evidente, già nel mese di maggio e ciò è estremamente grave. Ora ricorreremo contro la sospensiva con l’auspicio che si arrivi in tempo a stabilire la verità».