Agli Europei di scherma Montreux 2015 arriva la medaglia numero otto per l’Italia, attesa, grazie alle spadiste, anche se la giornata ha fatto registrare la prematura eliminazione dei fiorettisti, fuori già nei quarti con la Gran Bretagna, una delusione tremenda anche per come si è sviluppato il match (nemmeno un assalto vinto da Cassarà e compagni). Francesca Quondamcarlo (che ha preso il posto di Francesca Boscarelli, presente nella gara individuale), Rossella Fiamingo (alla seconda medaglia in quattro giorni dopo l’argento individuale), Bianca Del Carretto e Mara Navarria hanno confermato il bronzo di Strasburgo 2014, ottenuto l’ottavo podio nelle ultime nove gare tra grandi appuntamenti e Coppa del Mondo, a partire proprio dagli Europei dello scorso anno, concludendo comunque sempre tra le migliori quattro Nazioni. Una costanza di risultati ad alto livello invidiabile, adesso però urge fare un passo avanti perché questa squadra, come ampiamente detto, ne ha le possibilità e urge anche trovare un antidoto contro l’Estonia, che troppe volte nel recente passato, vedi anche semifinale iridata a Kazan 2014, ci ha giocato brutti scherzi.  Completamente da dimenticare, invece, la prova dei fiorettisti, sconfitti 45-25, un punteggio non accettabile per una squadra dalla tradizione antica come la nostra, dalla Gran Bretagna, sicuramente un buon team, con cui si può anche perdere, al limite, ma non con questo punteggio. Certo, da una compagine che presenta l’oro, l’argento e il bronzo della gara individuale, Cassarà-Garozzo-Luperi, più un campione olimpico (a squadre) e mondiale (individuale) come Andrea Baldini, è lecito attendersi molto, molto di più. Ma la scherma, per fortuna tutto sommato, non è una scienza esatta.

SPADA FEMMINILE

Le ragazze azzurre, n.1 del ranking mondiale, reduci da un’ottima stagione di Coppa con il successo di Buenos Aires come miglior risultato, hanno esordito ai quarti di finale, battendo agevolmente l’Ungheria, dopo un inizio equilibrato. Poi è arrivato subito lo spauracchio Estonia, bestia nera, una squadra che questo gruppo ha sofferto negli ultimi anni. L’assalto si è rivelato ancora una volta molto difficile e soprattutto subito in salita. E quando vai sotto con Embrich e compagne, che non praticano certo una scherma d’attacco, ma sono bravissime in difesa, è dura rimontare. Dopo la prima serie di assalti, le azzurre si sono trovate in svantaggio 10-6. All’inizio del secondo giro, il momento decisivo, purtroppo negativo per noi: Quondamcarlo, schierata al posto di Bianca Del Carretto, che aveva tirato nell’assalto dei quarti, subisce un parziale di 3-1 dalla Kipru, Fiamingo perde 7-6 con la Beljaljeva e l’Estonia vola 20-13, non voltandosi più indietro, o quasi. Nessuna azzurra tira bene in questo assalto, se non Mara Navarria contro la Embrich, proprio nel match successivo: Mara si ricorda di essere una pedina importante di questo gruppo, piazza un parziale di 4-0 e riporta l’Italia al -3 sul 20-17. Un fuoco di paglia, perché poi le azzurre non riescono a completare la rimonta e chiudono perdendo 43-31. Un peccato, ma l’Estonia è una squadra compatta, che sa difendere un vantaggio costruito, e che riesce sempre a mettere in difficoltà le nostre ragazze, oltretutto vice-campione mondiale in carica. In più, tra le sue fila può vantare una medagliata mondiale come Embrich, l’oro iridato individuale del 2013, Julia Beljaljeva appunto, e il bronzo mondiale uscente, Erika Kirpu. Insomma, una signora squadra. Le azzurre hanno poi battuto piuttosto agevolmente la Svezia nella ‘finalina’ per il bronzo, 45-34, con la formazione Navarria-Fiamingo-Del Carretto in pedana e Quondamcarlo ‘riserva’. Brave tutte le ragazze, resta il rammarico per aver battuto agevolmente una compagine che aveva sconfitto la Russia, oro iridato uscente, e fatto soffrire fino all’ultima stoccata la Romania, che oggi ha poi vinto l’oro regolando l’Estonia nell’ultimo atto. L’Italia, insomma, c’è, resta da fare quel passo avanti sempre sognato, alla nostra portata, ma non ancora realizzato.