Non ha una valore diverso, certo no. Le medaglie d’oro sono tutte uguali, quando vinte dall’Italia. Ma un sapore particolare, quello sì, non potete togliercelo. Perché vent’anni sono tanti e perché due campionesse del mondo a livello individuale in 26 stagioni di spada femminile a livello globale, sono financo poche per la tradizione generale dell’Italia nella scherma.

Rossella Fiamingo riscrive la storia dell’arma al femminile in Italia, centrando l’oro iridato vent’anni esatti dopo Laura Chiesa ad Atene ’94, con il dominatore comune di una tedesca sconfitta in finale. E’ una medaglia che riscatta un’arma troppo bistrattata ed è una medaglia che mostra finalmente il talento delle spadiste azzurre dell’ultima generazione, esploso in pieno per la prima volta con il successo iridato a squadre (quello il primo della storia) ai Mondiali turchi di Antalya 2009. Allora c’erano Cascioli, l’anello di congiunzione fra due grandi generazioni di spadiste azzurre, oggi ritirata, e poi Quondamcarlo, Del Carretto e Moellhausen, tutte ancora in pedana, quest’ultima, però, per il Brasile. Al gruppo si sono aggiunte, con gli anni, due ragazze di talento come Mara Navarria e, appunto, Rossella Fiamingo, la più giovane del gruppo, ma le spadiste non erano comunque riuscite a ottenere i risultati che meritavano per quanto mostrato a sprazzi in pedana. Un bronzo iridato individuale (Moellhausen, Parigi 2010), uno a squadre (Catania 2011), poco, troppo poco per chi ha talento. Eppure, nessuno ha mai dubitato della qualità di questo gruppo, che adesso può andarsi a prendere una doppietta clamorosa oro individuale-squadre, ai Mondiali, ne ha davvero le possibilità. L’oro di Rossella Fiamingo ci piace pensarlo come un oro per tutta la spada italiana degli anni 2000, quindi anche per le citate Cascioli, Quondamcarlo, Del Carretto, Moellhausen finché c’è stata, Navarria, Boscarelli e molte, molte altre, perché rende giustizia a quest’arma.

ESORDI – Agli albori della disciplina, fine anni ’80-inizio anni ’90, l’Italia è stata assolutamente protagonista con Coltorti, Anglesio, Uga, Chiesa e poi ancora Zalaffi, diciamo fino allo splendido argento a squadre ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996. Poi ahinoi abbiamo visto vincere le altre, soprattutto Flessel e Nagy, Francia e Ungheria, e ancora le tedesche, le cinesi, le rumene, le estoni. E l’Italia? Praticamente mai. Ma nel 2014 è venuta fuori tutta d’un colpo la classe della citata squadra: oro Europeo (e bronzo a squadre) con Bianca Del Carretto, titolo mondiale (e chissà cosa, a squadre), con Rossella Fiamingo. Insomma, ci siamo presi l’Europa e il mondo, con merito. Anzi, scusate il ritardo. Ora un cerchio si chiude, ma si guarda avanti con fiducia, perché Rossella Fiamingo ha solo 23 anni e sebbene la spada sia arma che poco si presta a lunghi domini, la catanese può provare a ripetersi anche più volte, perché no, ne le capacità tecniche, morali, fisiche, caratteriali per farlo.

TRIONFO – Il suo cammino trionfale, perché tale è stato, sabato 21 luglio, dice tutto non solo della sua vittoria, ma di come sia arrivata. Qualificata direttamente al tabellone delle 64 in quanto già presente tra le prime 16 del ranking mondiale (nona, per l’esattezza, con due podi quest’anno in Coppa del Mondo), Rossella ha affrontato subito le implicazioni psicologiche di uno scontro con l’ex compagna di squadra Nathalie Moellhausen, milanese di origini tedesco-brasiliane, che oggi tira proprio per il Brasile, già medaglia di bronzo ai Mondiali di Parigi 2010: ostacolo superato agevolmente, 15-6. Poi la coreana Choi, ai 16esimi, non l’ultima arrivata. Scalpo ottenuto, senza problemi. Quindi la russa Kobolova, che tirava in casa e quest’anno vincitrice in Coppa del Mondo di una tappa, superata agevolmente; ai quarti, l’estone Embrich, argento iridato individuale a Torino 2006 e bronzo a S. Pietroburgo 2007. Con qualche brivido nel finale, battuta. L’escalation arrivava poi al culmine negli ultimi due atti, semifinale e finale: prima la campionessa olimpica in carica, l’ucraina Shemyakina, battuta 13-12 al minuto supplementare con una rimessa splendida, dopo un colpo doppio rischiosissimo, e dopo aver sprecato un vantaggio di 12-10 a 25’’ dalla fine delle tre manche; poi la vice-campionessa di Londra 2012, la tedesca Britta Hediemann, la regina degli anni 2000, oro mondiale 2007, olimpico 2008, una che in pedana non molla mai. Ebbene, sotto 3-6 nella seconda delle tre manche previste, Rossella ha piazzato un parziale di 12-5, con due soli colpi doppi, annichilendo un’avversaria che la temeva per come si era mossa nei primi secondi dell’assalto. E la rispettava. Molto.

Rossella ha vinto perché è stata nettamente la più forte di tutte, ha utilizzato la sua scherma completa, ma d’attacco, per quanto ragionato, poche “frecciate”, tanto movimento in pedana, punta a minacciare sempre il bersaglio avversario, guardia bassa, rapidità unica nella rimessa, intelligenza tattica nel saper scegliere il momento giusto per affondare, ma anche difendersi, capacità di recuperare dopo qualche errore (pochi) commesso. Dai Mondiali di Catania 2011, proprio a casa sua, ci eravamo subito resi conto di un particolare: l’erede di Laura Chiesa (e forse persino più forte) era finalmente arrivata in casa Italia. Si trattava di avere un po’ di pazienza, visto che era solo ventenne. Non ne ha avuta lei, di arrivare in cima, perché a 23 anni appena compiuti già si è presa il mondo. A Kazan. Spasiba, “Ros”.

MASCHI - Enrico Garozzo dal canto suo festeggia la sua prima medaglia da quando ha lasciato l’under 20. L’azzurro, 25 anni, di Acireale, è stato sconfitto in semifinale per 15-10 dal coreano Kyoung-doo Park. L’urlo più acuto è giunto dopo aver vinto l’assalto dei quarti contro l’estone Sten Priinits per 15-9. L’azzurro dopo aver superato 12-8 il tedesco Norman Ackermann ed aver sconfitto il russo Khodos per 15-12, ha avuto ragione nel turno dei 16 del bronzo olimpico a Londra2012, il coreano Jinsun Jung col punteggio di 14-13, al termine di un assalto che ha visto Garozzo portarsi dal 6-10 al 13-10 prima di stoppare la risalita dell’avversario.

ALTRI&ALTRE – Per quanto concerne le altre azzurre, Mara Navarria era uscita di scena nel turno delle 32. Dopo aver esordito vincendo per 15-10 contro la portacolori di Taipei, Chiu Ling Yeung, l’azzurra è stata fermata dall’estone Erika Kirpu (poi bronzo) per 15-12. Si era fermata nel turno delle 64 la campionessa europea Bianca Del Carretto, sconfitta col punteggio di 15-11 dal match del turno delle 64 contro la statunitense Katharine Holmes. Fuori dopo la fase a gironi invece la quarta azzurra, Francesca Quondamcarlo. Nella spada maschile, il campione del Mondo 2011, Paolo Pizzo, ha concluso la sua gara nel turno dei 16. A fermarlo è stato l’ucraino Bogdan Nikishin per 15-8. Nel tabellone dei 32 aveva avuto la meglio sullo spagnolo Josè Maria Abajo per 15-9 e, nel primo assalto di giornata, aveva superato per 15-14 il quotato francese Jean-Marie Lucenay. E’ uscito di scena invece nel primo assalto di giornata invece Lorenzo Bruttini, sconfitto 15-11 dall’uzbeko Ruslan Kudayev. Si era fermato nella fase di qualificazione il quarto azzurro, Marco Fichera.

CAMPIONATI DEL MONDO 2014 – SPADA FEMMINILE – Kazan, 17-20 Luglio 2014

Finale

Fiamingo (ITA) b. Heidemann (Ger) 15-11

Semifinali

Fiamingo (ITA) b. Shemyakina (Ukr) 13-12

Heidemann (Ger) b. Kirpu (Est) 15-10

Quarti

Fiamingo (ITA) b. Embrich (Est) 15-13

Shemyakina (Ukr) b. Kong (Hkg) 9-8

Kirpu (Est) b. Choi (Kor) 15-12

Heidemann (Ger) b. Szasz (Hun) 15-14

Tabellone delle 16

Fiamingo (ITA) b. Kolobova (Rus) 15-7

Tabellone delle 32

Kirpu (Est) b. Navarria (ITA) 15-12

Fiamingo (ITA) b. Choi (Kor) 15-5

Tabellone delle 64

Fiamingo (ITA) b. Moellhausen (Bra) 15-6

Navarria (ITA) b. Yeung (Tpe) 15-10

Holmes (Usa) b. Del Carretto (ITA) 15-11

Fase a gironi

Bianca Del Carretto: 6 vittorie, nessuna sconfitta

Francesca Quondamcarlo: 1 vittoria, 4 sconfitte

Classifica (132): 1. Fiamingo (ITA), 2. Heidemann (Ger), 3. Shemyakina (Ukr), 3. Kirpu (Est), 5. Szasz (Hun), 6. Choi (Kor), 7. Embrich (Est), 8. Kong (Hkg).

103. Quondamcarlo (ITA)

CAMPIONATI DEL MONDO 2014 – SPADA MASCHILE – Kazan 17-20 Luglio 2014

Finale

Robeiri (Fra) b. Park (Kor) 15-12

Semifinali

Robeiri (Fra) b. Grumier (Fra) 15-11

Park (Kor) b. Garozzo (ITA) 15-10

Quarti

Robeiri (Fra) b. Avdeev (Rus) 14-13

Grumier (Fra) b. Sukhov (Rus) 15-7

Park (Kor) b. Nikishin (Ukr) 15-13

Garozzo (ITA) b. Priinits (Est) 15-9

Tabellone dei 16

Nikishin (Ukr) b. Pizzo (ITA) 15-8

Garozzo (ITA) b. Jung (Kor) 14-13

Tabellone dei 32

Garozzo (ITA) b. Khodos (Rus) 15-12

Pizzo (ITA) b. Abajo (Esp) 15-9

Tabellone dei 64

Pizzo (ITA) b. Lucenay (Fra) 15-14

Garozzo (ITA) b. Ackermann (Ger) 12-8

Kudayev (Uzb) b. Bruttini (ITA) 15-11

Tabellone dei 64 – qualificazione

Pizzo (ITA) b. Lahtinen (Fin) 15-12

Moody (Usa) b. Fichera (ITA) 8-7

Tabellone dei 128 – qualificazione

Pizzo (ITA) b. Dorati Ameglio (Pan) 15-8

Fase a gironi

Paolo Pizzo: 3 vittorie, 2 sconfitte

Marco Fichera: 4 vittorie, 1 sconfitta

Lorenzo Bruttini: 5 vittorie, 1 sconfitta

Classifica (178): 1. Robeiri (Fra), 2. Park (Kor), 3. Garozzo (ITA), 3. Grumier (Fra), 5. Nikishin (Ukr), 6. Sukhov (Rus), 7. Avdeev (Rus), 8. Priinits (Est).

15. Pizzo (ITA), 42. Bruttini (ITA), 72. Fichera (ITA)