Come un anno fa, anche se le parti si stavano invertendo: allora, a Strasburgo 2014, fu Elisa Di Francisca a rimontare sotto 38-44 nell’assalto decisivo della prova di fioretto femminile a squadre, contro Inna Deriglazova, per poi mettere l’ultima botta al minuto supplementare; oggi Arianna Errigo, nella stessa situazione finale e con lo stesso vantaggio contro Larisa Korobeynikova, ha subìto sei stoccate in un amen e poi… ha trovato la forza mentale, il coraggio e la classe per ‘infilare’ la botta decisiva, con una stoccata in tempo che appartiene più al repertorio di Valentina Vezzali che non suo, ma vale tantissimo, vale un oro europeo da sogno. Morale: Italia-Russia 45-44 nel fioretto femminile agli Europei di Montreux, terzo oro azzurro in assoluto e medagliere conquistato per il secondo anno consecutivo proprio grazie a questo trionfo. Soffertissimo. Da raccontare.

FIORETTO

Solo otto squadre in gara nella prova del fioretto femminile, qualcosa evidentemente non funziona in quest’arma a livello europeo, ma non solo. Tant’è. Si parte direttamente dai quarti di finale, con la Russia che quest’anno ha conquistato tre tappe di Coppa del Mondo su quattro, e si prende la prima testa di serie. L’Italia, che ha vinto l’ultima prova ad Algeri, è n.2 del tabellone. Russe e azzurre avanzano senza problemi verso l’attesissima finale, sconfiggendo rispettivamente Ucraina e Germania in un caso, Romania (con cui la rivalità era alle stelle negli anni ’90) e Francia tra quarti e semifinali. Poi, l’ultimo atto. Per le azzurre, nel primo giro di assalti, in pedana Errigo, sempre lontana dalla miglior forma fisica, ma comunque tecnicamente fortissima, Vezzali e Di Francisca. Pronti via e Deriglazova rifila un 5-1 proprio alla Errigo, mentre la Vezzali si prende un 2-0 da Korobeynikova. Sudori freddi, sofferenza. Arriva la fresca campionessa europea, Elisa Di Francisca, e rimette le cose a posto contro la malcapitata Shanaeva, cui rifila un parziale di 10-4. Dal secondo giro, il ct Cipressa schiera Batini per Vezzali, con coraggio, e fa bene, perché Martina, che si sta ritrovando, perde 4-3 dallo spauracchio Deriglazova, ma rifila un importantissimo 5-3 alla Byriukova, inserita subito dal ct Cerioni al posto di Aida; Errigo si riscattava prontamente con un 12-9 alla stessa Byriukova, mentre Di Francisca non perdeva un colpo con un 5-2 alla Korobeynikova, remake della finale per l’oro. Morale: si arrivava all’ultimo assalto sul 37-34 Italia, altra sfida tirata con le russe, come quasi sempre. Errigo, deputata a chiudere, volava subito sulle ali dell’entusiasmo, arrivando alla 44-38 con parziale di 7-4 immediato. Poi, la luce che si spegneva. La nemesi di Strasburgo 2014: 0-6 pazzesco di Korobeynikova, panico totale nella Miles Davis Hall e nel clan e tifo azzurro. Certo, va detto che Errigo, per le precarie condizioni fisiche, non può tirare la sua solita scherma d’attacco, ma è costretta a gestirsi, a mettere ‘botte’ in tempo o di rimessa, che non appartengono alla sua scherma, ma di più non si può fare per ora. Altrimenti la storia sarebbe andata diversamente. Comunque, l’ultima stoccata è proprio alla Vezzali, un tocco in tempo sull’avanzata di Larisa: 45-44, urlo liberatorio leonino di Arianna, settimo oro consecutivo a squadre agli Europei per il Dream Team del fioretto donne. Festa per tutti e medagliere in cassaforte, davanti alla Russia, per un solo bronzo. Crudele per le russe, che comunque si stanno avvicinando e non vanno sottovalutate, bellissimo per noi. Ed emozionante.