MILANO – Simpatica, golosa, già dottoressa (ovvero, laureata, nonostante gli impegni sportivi) e brava, ovviamente. Con il fioretto in mano. Vi portiamo alla scoperta di Carolina Erba (nella foto Augusto Bizzi), da Busto Arsizio, tesserata per le Fiamme Gialle, 28 anni compiuti giusto l’8 marzo, ma in realtà professionalmente… molto più giovane, perché solo adesso sta avendo la possibilità di esprimere il tutto il suo talento in Nazionale, anche grazie agli ultimi risultati in Coppa del Mondo (solo vittorie a squadre, quattro, due settimi posti a livello individuale, l’ultimo a Torino, lo scorso 23 marzo). Il fioretto italiano, da anni, è il più forte al mondo, sia a livello maschile che (soprattutto) a livello femminile, non è certo una novità, e dietro le pluridecorate Trillini, Vezzali, Granbassi (che tornerà o almeno ci proverà), Di Francisca, Errigo ci sono, da anni, atlete di grande valore, spesso chiuse proprio dalle loro compagne, ma pronte sempre a dimostrare che in reltà non sono da meno. E’ la dura legge del miglior paese al mondo in quest’arma, la concorrenza è soprattutto in casa…

Carolina, bilancio della stagione, finora?

Molto positivo. Per ben due volte mi son fermata ai piedi del podio, perdendo sempre dalla mia compagna Errigo, al momento la fiorettista più forte al mondo. Mancano ancora tre gare importanti e spero di continuare a tirare come sto facendo in questo momento”.

Di lei, Durando, Pigliapoco ecc., si parlava già quasi dieci anni fa. E’ difficile ritagliarsi spazio quando davanti ci sono campionesse come Trillini, Vezzali, Granbassi, Errigo, Di Francisca?

“E’ vero, io e la Durando siamo nate in un periodo in cui non era facile sfondare. E così capita magari che vengano un po’ meno le sicurezze perché sei sempre in tensione, devi dimostrare qualcosa in più delle altre. Non riesci a tirare serenamente, ma, anzi, con un’ansia dentro che ti mangia. Ora si sono aperti degli spazi, e cerchiamo di infilarci…”. 

Quali sono le sue caratteristiche tecniche principali, non avendo la stazza di una Errigo per esempio?

“Beh, diciamo che madre natura non mi ha dotata di un gran… stacco di coscia e così ho dovuto adattare la mia scherma al fisico. La mia non é una scherma d’attacco come quella delle mie compagne, ma prevalentemente di difesa e contrattacco. Sono piccola, ma veloce, quindi spesso riesco a entrare talmente tanto nella misura dell’altro che quasi… sparisco. Oppure, anche quando parano le mie stoccate, non hanno tempo di rispondere perché… sono già addosso. Diciamo che ho una scherma basata anche sulla furbizia”.

Vi aspettavate che il nuovo ct, Andrea Cipressa, puntasse così tanto su di voi? 

Il nuovo ct è stato accolto molto bene. Lui ci conosceva già prima, ma diciamo che tutte abbiamo avuto fin da subito voglia di dimostrare il nostro valore ai suoi occhi. Sinceramente speravo di entrare in squadra, perché a oggi i risultati parlano chiaro, e sono molto contenta che fin da subito Cipressa mi abbia dato fiducia”.

Studia?

“L’università l’ho finita nel 2008, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione, a Milano. Poi mi sono iscritta a Farmacia a Novara per prendere una seconda Laurea, ma non sono riuscita a dare più di qualche esame perché, non potendo frequentare le lezioni, diventava troppo impegnativa, come facoltà . Al momento mi alleno tutti i giorni, due volte al giorno, e fra gare, ritiri e trasferte non mi rimane molto tempo per dedicarmi seriamente allo studio. Ma un domani, chissà che non ricominci…”.

Dove ha imparato a tirare di scherma?

“Sono nata e cresciuta a Busto Arsizio, alla Pro Patria Scherma. Purtroppo non avevo nessuno più forte di me con cui allenarmi e tirare. Allora tre anni fa mi sono trasferita a Frascati, l’ambientamento è stato facile. Ho lavorato prima con Stefano Simoncelli (che purtroppo è venuto a mancare proprio pochi giorni fa, ndr) e dopo con Fabio Galli, mio attuale maestro. Inoltre ho anche trovato l’amore, il fiorettista della nazionale Valerio Aspromonte. E, dulcis in fundo, ho preso anche… 3kg perché la cucina romana mi fa impazzire…”.