Guillermo Barros Schelotto non è più l’allenatore del Palermo e questa non è affatto una notizia, visto che le parole “allenatore” e “Palermo”, quando campeggiano nella stessa frase, prevedono invariabilmente la presenza del concetto di abbandono, spesso sotto forma di esonero, nel prosieguo della stessa. Specialmente se il bilancio come tecnico recita: 6 punti in 5 partite e una sola vittoria in argenteria.

No, la notizia è un’altra: stavolta la pistola fumante non verrà ritrovata in mano a Maurizio Zamparini, l’indiziato numero uno in ogni caso di esonero a livello globale, dopo i 54 precedenti di colpevolezza. L’addio del tecnico argentino, infatti, è motivato da una questione puramente burocratica: non gli è ancora arrivato il patentino per poter regolarmente sedere in panchina (fino a questo momento la squadra rosanero era stata ufficialmente guidata da Giovanni Tedesco).

Le tempistiche del rilascio del patentino, secondo quanto appreso dal Palermo, sarebbero state di circa un anno: troppo, per Schelotto, che sentiva di vivere un’esperienza dimezzata, senza aver la possibilità di allenare la squadra dalla panchina anche durante le partite. Il tentativo del Palermo di ottenere una deroga dalla FIFA si è rivelato inutile, e quindi lo stesso Schelotto avrebbe preso la decisione di abbandonare l’incarico e di tornarsene in Argentina. A questo punto, al timone del Palermo nel prossimo match contro il Torino dovrebbe esserci Giovanni Bosi, tecnico della Primavera, spalleggiato da Giovanni Tedesco. Si tratta del quinto tecnico stagionale per Zamparini, dopo Iachini, Ballardini, Viviani e Tedesco, anche se gli ultimi due erano di fatto in rappresentanza di Schelotto. Ma la stagione è ancora lunga, soprattutto ora che gli allenatori di Zamparini hanno preso ad autoesonerarsi per osmosi.