Tutti la vogliono, tutti la desiderano, quasi nessuno ha i soldi per comprarla. La telenovela “Chi sarà il nuovo proprietario della Roma?” è arrivata ad una nuova puntata, con l’entrata in scena dello sceicco saudita Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi. Dalla Nafta Mosca al Raptor Accelerator, passando per gli uomini d’affari George Soros, Vinicio Fioranelli, Naguib Sawiris, negli ultimi otto anni la società giallorossa ha avuto potenziali acquirenti da ogni angolo del mondo, trovando una nuova proprierà con il “sogno americano”  di Di Benedetto e James Pallotta. Ora è arrivato lo sceicco atipico e tifoso di Totti, che però, oltre al mistero sul rapporto con l’intermediario Michele Padovano, ex juventino nel periodo di Moggi e condannato in primo grado per spaccio di droga, non avrebbe dato ancora le giuste garanzie economiche per rivelare una quota della Roma.

Di lui si sa poco, negli ultimi trent’anni ha vissuto una vita normale nella provincia di Perugia, ha un figlio carabiniere e una moglie impiegata comunale, e dopo gli studi ha lavorato come barista, imbianchino e carpentiere. Poi negli anni ha scoperto di avere disponibilità di conti correnti all’estero che non poteva toccare, soldi che gli spettavano di diritto come erede, e ora che la situazione burocratica si è sbloccata avrebbe tra le mani un ricco patrimonio, che dovrebbe essere in parte investito nell’AS Roma. Il condizionale è d’obbligo, perchè la situazione è tutt’altro che chiara.  Mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale per verificare l’eventuale sussistenza di illeciti dietro le voci dell’ingresso di al Qaddumi nel club giallorosso (che è quotato in borsa), la stessa Roma, con un comunicato, ha ammesso che “lo sceicco è stato oggetto di un’attività di due diligence perchè non sono state rilasciate formali garanzie che dovranno essere fornite entro il 14 marzo”.  Stay tuned, appuntamento alla prossima puntata.