Diciamo la verità, quella di svuotarsi la vescica non rientra ai primi posti della mia personale classifica di quelle attività alternative che si possono espletare in ascensore. Nemmeno di quella del povero Roberto Scarpini di Inter Channel, almeno immagino: il quale, tuttavia, per situazioni di contingente incontinenza, si è trovato a farla nell’ascensore della Tribuna Stampa dello stadio San Paolo (foto by InfoPhoto), al termine di Napoli-Inter di domenica sera.

Detta così, oltre a fare un po’ schifo, suona anche male. Dalle prime ricostruzioni rese dall’Ussi Campania, il Direttivo dei giornalisti sportivi regionale, sembrava quasi che Scarpini, così, come se nulla fosse, avesse deciso di marcare il territorio come un leone alfa:

L’Ussi regionale della Campania esprime disappunto per quanto accaduto ieri allo Stadio San Paolo dove un operatore di Inter Channel ha fatto la pipì nell’ascensore che porta in Tribuna Stampa. Si tratta di un gesto che va sicuramente condannato e che non può essere giustificato per una vera o presunta carenza dei servizi igienici dello stadio di Fuorigrotta. L’Ussi si aspetta le scuse del collega rivolte a tutti i giornalisti, napoletani ed ospiti, che frequentano la tribuna stampa del San Paolo. Ricevute le scuse, l’episodio, certamente sgradevole, può senz’altro considerarsi concluso. Tentativi di caricare quanto accaduto di significati che vanno al di là del gesto, che pure sono stati rilevati, sono invece sicuramente da respingere. L’Ussi Campania non si presta ad alcun tipo di strumentalizzazione dell’episodio, per quanto sgradevole

Non è venuto in mente, all’Ussi Campania, che un uomo di media civiltà non si abbasserebbe mai a un gesto del genere, col rischio concreto di essere scoperto e smascherato urbi et orbi (come in effetti è successo), se non fosse costretto dalla necessità più assoluta? E infatti, nel messaggio di scuse fatto pervenire alla redazione de Il Mattino, Scarpini ha spiegato di come alcuni trattamenti medici a cui è sottoposto in questo periodo abbiano anche alcuni effetti collaterali, tra i quali l’incontinenza.

Con un minimo di sensibilità in più, si sarebbe potuto evitare la gogna pubblica e, magari, la reazione scomposta di qualche utente neoborbonico. Ma, d’altra parte, quello dello sputtanamento pubblico è un vizio antico della categoria, anche quando la vittima fa parte del club.