Dopo le elezioni presidenziali che hanno riportato Joseph Blatter sul trono della massima organizzazione del calcio mondiale non si ferma la maxi inchiesta anti-corruzione denominata Fifa Gate condotta dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e, anzi, proprio intorno al neo-eletto presidente si sta stringendo il cerchio delle indagini che, stando agli ultimi aggiornamenti del New York Times, hanno portato alla luce un giro di tangenti con il coinvolgimento del segretario generale della Fifa Jerome Valcke, braccio destro di Blatter. Pare che Valcke nel 2008 avesse trasferito la somma di 10 milioni di dollari girandola all’allora vicepresidente Jack Warner ed ex numero 1 della Concacaf, tra i 14 dirigenti arrestati nella maxi inchiesta. Somma che sarebbe servita ad eleggere il Sud Africa come nazione organizzatrice dei Campionati Mondiali del 2010.

Valcke naturalmente nega di aver autorizzato quel trasferimento di denaro dichiarandosi impossibilitato in quanto non autorizzato a compiere quel genere di operazioni. Come ha invece spiegato Delia Fischer, responsabile dei rapporti con i media, fu il capo della commissione finanze Julio Grondona – deceduto lo scorso anno – ad aver autorizzato il trasferimento della somma destinata all’organizzazione dei mondiali sudafricani “nel pieno rispetto delle regole”. Regole, però, secondo le quali avrebbe dovuto essere Valcke, in qualità di segretario generale, ad essere l’unico autorizzato ad effettuare trasferimenti di denaro alle federazioni.

Intanto, dopo la notizia, la Fifa ha reso pubblicamente noto che Valcke – tuttora non ufficialmente sotto indagine, così come il presidente Blatter – non parteciperà come inizialmente previsto alla Coppa del Mondo femminile che prenderà il via in Canada a partire dal prossimo 6 giugno poiché – come si legge nel comunicato – “È importante che segua gli sviluppi (dell caso) dal quartier generale della Fifa a Zurigo“. La Fifa contemporaneamente sospende tre suoi manager, fra i quali Enrique Sanz, uno degli uomini al centro dell’inchiesta.