Giorno nuovo, capitolo nuovo per quanto riguarda lo Scandalo Fifa che sta scuotendo dalle fondamenta la massima organizzazione del calcio mondiale, e con essa il planisfero calcistico tout court. Così, dopo la rimeditazione del nuovo (ri)eletto presidente Jospeh Blatter (al suo quinto mandato) e le susseguenti annunciate dimissioni dello stesso (bisognerà però attendere marzo 2016 per rifare le elezioni) prosegue imperterrita la maxi inchiesta anti-corruzione da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. L’indagine che ha condotto qualche giorno fa al coinvolgimento del segretario generale della Fifa Jerome Valcke nel deposito di una maxi tangente da 10 milioni di dollari sul conto di Jack Warner per favorire l’organizzazione dei Mondiali del Sudafrica del 2010 ha portato anche, grazie alla testimonianza di Chuck Blazer, alla scoperta di un’altra operazione di corruzione relativa ai Mondiali di Francia del ’98, quando Blatter fu eletto per la prima volta presidente della Fifa.

L’indagine si sta allargando a macchia d’olio e ora tremano le organizzazioni dei campionati Mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022 poiché FBI e Irs stanno per scoperchiare del tutto il vaso di Pandora andando a verificare ogni irregolarità in seno alle procedure per l’elezione dei Paesi organizzatori. “The Rat” Blazer ha cantato ancora ammettendo il giro di tangenti esistente già da molti anni nel meccanismo di assegnazione dei Mondiali di calcio affermando dunque che alcuni membri del comitato esecutivo della Fifa si erano detti “d’accordo per accettare tangenti. A iniziare dal 2004 e per continuare fino al 2011 abbiamo accettato tangenti per la scelta del Sud Africa” si legge nei documenti nei quali Blazer dichiara tangenti anche nel 1992 per il voto sul Mondiale del 1998, assegnato alla Francia.

Parallelamente alle indagini, come riferito dal Corriere della Sera, l’Interpol ha emesso il “red notice” per sei persone tra le quali due ex manager della Fifa. Le accuse nei loro confronti sono di “criminalità e corruzione” e questo a meno di 24 ore dalle dimissioni di Blatter sulle quali non commenta il ministro della giustizia statunitense Loretta Lynch, a capo della maxi inchiesta federale denominata Fifa Gate: “Mi auguro – afferma Lynch – che la Fifa sarà in grado di andare avanti su una strada che sostenga i suoi obiettivi, che sono la promozione e la regolamentazione di uno sport molto bello“.