E ora le cose per Michel Platini si mettono male, decisamente male. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Liberation, il presidente dell’UEFA rischia di essere squalificato a vita in relazione allo scandalo del pagamento di due milioni di franchi svizzeri, poco meno di due milioni di euro, a favore di Le Roi da parte del presidente FIFA Sepp Blatter. Questa sarebbe la sanzione, la più alta possibile, che la Commissione etica della FIFA avrebbe richiesto per Platini, come anche confermato dal suo avvocato, Thibaut d’Ales, dopo che ieri era stato ufficialmente aperto un procedimento giurisdizionale formale nei confronti di Joseph Blatter e Michel Platini, sulla base delle relazioni finali presentate dalla Camera di indagine.

Com’è noto, a inguaiare il duo più potente del calcio mondiale sono stati quei due milioni di franchi svizzeri che Blatter ha versato nel 2011 nelle tasche di Platini, per alcune consulenze private svolte oltre dieci anni prima, tra il 1999 e il 2011. L’apertura del procedimento ai loro danni è la conferma che quella transazione, pur regolarmente dichiarata al fisco da parte di Platini (ma non dalla FIFA, che non l’aveva mai messa a bilancio), è stata considerata non trasparente. In effetti non esiste alcun contratto che certifichi l’accordo e, benché la legge svizzera ammetta la possibilità di un’intesa solo verbale, né l’esecutivo UEFA né quello FIFA sono mai stati messi al corrente di questo scambio. Quasi superfluo dire che quella somma di denaro ha finito per somigliare a una mazzetta.

Entrambi sono stati sospesi in via cautelativa per 90 giorni da tutte le cariche istituzionali. La camera arbitrale, presieduta da Hans-Joachim Eckert, emetterà il proprio verdetto entro la fine di dicembre. Le elezioni presidenziali FIFA sono in programma il 26 febbraio e, per come stanno le cose, l’ipotesi di un ribaltone radicale dell‘ancien regime pallonaro sembra diventare quasi una certezza.