Non si ferma la macchina della giustizia americana. Come si apprende da alcune fonti interne alla magistratura svizzera, gli Stati Uniti hanno richiesto l’estradizione per i sette dirigenti coinvolti nello scandalo FIFA deflagrato in tutta la sua virulenza lo scorso mese di maggio. L’accusa, com’è noto, è di corruzione “dilagante, sistematica e radicata”: ora le autorità svizzere hanno dato due settimane di tempo agli imputati di rispondere alla richiesta di estradizione, periodo poi prolungabile per altri 14 giorni; al termine di questo mese, e dopo aver sentito le loro deposizioni, il Dipartimento federale di giustizia e polizia svizzera dovrà esprimersi sulla richiesta di estradizione. Tra Stati Uniti e Svizzera esiste un accordo bilaterale che consente alla magistratura americana di ordinare arresti anche nella federazione elvetica. L’inchiesta americana ha fatto venire alla luce un articolato meccanismo di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale che finora ha coinvolto 14 persone e un valore totale di circa 150 milioni di dollari attraverso 24 anni di gloriosa attività.

Nel frattempo, il Caro Leader del governo calcistico mondiale è tornato a parlare dello scandalo che ha travolto il suo feudo e lo ha indotto, lo scorso 2 giugno, a una sorta di dimissioni mitigate. In un’intervista alla rivista tedesca Bunte, Sepp Blatter ha ribadito la sua estraneità a ogni addebito di corruzione che gli è stato rivolto innumerevoli volte nel corso degli anni, e con particolare convinzione negli ultimi tempi: “Io ho la coscienza pulita”, attacca il vecchio monarca, mentre il naso oltrepassa i confini dell’Unione Europea, “se qualcuno mi accusa di essere corrotto, gli chiedo se conosce il significato di quella parola. Chi mi chiama corrotto dovrà dimostrarlo, ma nessuno può dimostrarlo che perché io non sono corrotto. Io sono aperto alle critiche costruttive e positive. Ma se qualcuno mi chiama corrotto perché la Fifa è danneggiata, io posso solo scuotere la testa“.  In effetti, secondo il principio intoccabile della presunzione di innocenza, Blatter è pulito fino a prova contraria e la colpevolezza per osmosi non esiste. Certo che la chiosa finale (“Tutti coloro che dicono qualcosa del genere dovrebbero finire in galera”) suona tanto come una diabolica pernacchia.