Lo scandalo Catania che nei giorni scorso ha travolto la dirigenza siciliana, presidente Pulvirenti in testa, compremettendo ulteriormente (semmai ce ne fosse bisogno) la credibilità del calcio italiano, rischia di allargarsi ancora. Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, altri club potrebbero presto finire direttamente coinvolti nell’inchiesta: il Carpi, che ha raggiunto nelle scorse settimane la prima promozione in Serie A della sua storia, il Bari, il Brescia e il Cittadella. Coinvolto, sebbene del tutto indirettamente, anche il Napoli: nelle intercettazioni si fa il nome di Cristiano Giuntoli, ex ds del club emiliano e da poco passato alla corte di De Laurentiis per sostituire Bigon.

Chi rischia seriamente di finire nei guai è proprio il Carpi. In un’intercettazione emerge una frase più che sospetta di Daniele Delli Carri, direttore sportivo del Catania: “Giuntoli mi deve un favore“. Un riferimento, pare, all’ultima giornata del campionato di Serie B, sfida diretta tra Catania e Carpi, che con lo 0-0 finale ha sancito la matematica salvezza dei siciliani: va da sé che il timore sia relativo a un eventuale biscotto che, se poi dimostrato, comporterebbe sicuramente un qualche tipo di penalità per il Carpi, probabilmente una penalizzazione in classifica.

Poi è il turno del Brescia, coinvolto, attraverso due suoi giocatori, in un tentativo di combine con gli etnei, pare un 2-2 che avrebbe pagato 19 volte l’importo scommesso. In questo caso, se fosse dimostrata la responsabilità oggettiva, il Brescia perderebbe il treno per il ripescaggio in Serie B al posto proprio del Catania. Coinvolti, ma più marginalmente, anche Bari e Cittadella, tirati in mezzo da qualche frase ambigua di Delli Carri. Resta inteso che un’intercettazione, peraltro riguardante terze parti, è tutto fuorché una prova di colpevolezza.