Secondo le nuove indagini della Digos di Catania nell’operazione denominata “I treni del gol” (dal codice utilizzato dagli scommettitori in base al quale a ogni orario ferroviario corrispondeva una specifica partita, scoperto nelle intercettazioni) che ha portato all’arresto del presidente del Catania Antonino Pulvirenti, dell’amministratore delegato Pablo Cosentino e di altri cinque dirigenti della società etnea, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, le partite incriminate sarebbero almeno cinque: Varese-Catania 0-3, Catania-Trapani 4-1, Latina-Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0, Catania-Livorno 1-1.

Sotto inchiesta, per questioni separate – come ha spiegato il procuratore di Catania Giovanni Salvi -, ci sarebbe anche Messina-Ischia. Sale dunque l’elenco degli indagati che ora annovera altri nomi, tra i quali ci sarebbero: il proprietario del Messina Pietro Lo Monaco, l’ad Alessandro Failla e i giocatori Alessandro Bernardini (Livorno) Riccardo Fiamozzi (Varese), Antonio Daì (Trapani) e Matteo Bruscagin (Latina). Non sono invece indagati i giocatori del Catania. Attraverso le parole del suo legale Giovanni Grasso il presidente Pulvirenti ha voluto rendere nota la sua posizione di “totale estraneità ai fatti e alle accuse e certo di poter dimostrare tutto con la massima fiducia nella magistratura”.

Il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi è voluto intervenire immediatamente sull’accaduto confidando nella totale credibilità del campionato cadetto:

“La prima reazione è sicuramente un grande dolore, perché lavoriamo ogni giorno per rendere comunque credibile e per aumentare la reputazione del nostro contesto, quindi questa è una notizia che ci lascia sgomenti. Bisogna reagire immediatamente e continuare il nostro lavoro, l’impegno verrà ulteriormente moltiplicato. Mi auguro che le cose vengano chiarite, che si sappia la verità il prima possibile e che comunque, di fronte a certi fenomeni, la risposta in caso di conferma sia dura, e faccia capire che il nostro mondo non è disposto ad accettare nessun tipo di accomodamento o accordo che mortifichi il campo e il valore sportivo di una competizione”