Come ormai da tradizione, Sassuolo-Milan finisce in una pioggia di gol, segnati perlopiù dal genietto Berardi, e coi rossoneri al tappeto, tra lacrime e recriminazioni: 3-2 il risultato finale per i neroverdi, che trovano la terza vittoria in quattro sfide di Serie A contro il Milan grazie alla tripletta del loro cannoniere mancino. Sulla gara, tuttavia, hanno pesato le decisioni dell’arbitro Guida, infelice protagonista in almeno due episodi-chiave: quello del gol-fantasma che ha dato il vantaggio al Sassuolo e quello dell’espulsione di Bonaventura che ha lasciato in 10 il Milan nel suo momento migliore, senza dimenticare un rigore evidente non concesso alla squadra di Di Francesco sul punteggio di 2-2. Una direzione arbitrale che, nonostante la sostanziale inutilità del match ai fini della classifica, non mancherà di far discutere.

Si pensava a un match balneare, e in effetti l’ouverture è in linea con le attese, anche perché il gran caldo del Mapei non favorisce certo grandi ritmi. Non succede pressoché nulla per una decina di minuti abbondanti, fino a che Domenico Berardi non decide che è giunto il momento di segnare un altro gol al Milan, il quinto in due sfide casalinghe contro i rossoneri (poi diventeranno sei e sette). In realtà questo andrebbe attribuito per metà a Diego Lopez, che vince il derby delle papere con Handanovic, facendosi sfuggire un pallone innocuo calciato da trenta metri; e per metà al giudice di linea Damato, che non si accorge che la palla non ha superato completamente la linea. Ma, si sa, il Diavolo non ha mai avuto troppa fortuna in materia di gol fantasma. Il vantaggio neroverde affloscia ulteriormente la vis agonistica della squadra di Inzaghi, che passa da pecora al pascolo a medusa che fluttua nel mare. Cala anche la concentrazione, come da prassi. E così, su un rilancio di venti metri di Missiroli, l’ineffabile Bonera perde di vista Berardi (partito in posizione dubbia), consentendogli di infilzare ancora Diego Lopez, questa volta con un esterno sinistro potente ed elegante al tempo stesso. Ci sono tutte le premesse per un naufragio completo, ma per fortuna del Milan anche Di Francesco ha i suoi problemi a mantenere alta la concentrazione dei suoi: Bonaventura penetra in area dalla destra, con la silenziosa compiacenza di Peluso e Acerbi, e beffa Consigli con una puntata destra sul palo lontano, tipo Ronaldo nella semifinale mondiale 2002 (e con la lesa maestà siamo a posto). Addirittura il Milan potrebbe pareggiare subito dopo: sberla dal limite di Honda, il migliore tra i rossoneri, respinta affannosa di Consigli e Destro, in equilibrio precario, non riesce nel tap-in vincente da pochi passi.

Inzaghi decide di giocarsi il tutto per tutto: dopo essere passato al 4-2-3-1 già nel finire di frazione, decide di lasciare negli spogliatoi Abate, arretrando Poli in difesa e inserendo Suso sulla linea dei trequartisti in compagnia di Honda e Bonaventura. Al 5’ rossoneri vicini al pareggio: bello scambio tra Van Ginkel e Bonaventura, conclusione di Jack e palla che sibila a lato di poco dopo una deviazione. Poco male, perché il pari arriva sul corner susseguente: cross di Suso, Alex salta più in alto di tutti, anche di un Consigli che ha sbagliato i tempi dell’uscita, e fa 2-2 con la sua prima rete da milanista. Al di là del gol, è un Milan diverso: i tre fantasisti si scambiano spesso la posizione, si concedono poche iniziative personali, si cercano, e tutto il gioco della squadra ne beneficia. A rimettere le cose sui binari graditi agli emiliani ci pensa ancora una volta una decisione arbitrale perlomeno discutibile: Guida caccia Bonaventura, già ammonito, per un veniale fallo di mano, peraltro evidentemente involontario (si stava proteggendo il volto). Undicesima espulsione stagionale per i rossoneri e inerzia della gara nuovamente nelle mani della squadra di Di Francesco. Al 24’ Berardi va a un passo dalla tripletta, ma viene stoppato da un miracoloso Diego Lopez, che di piede rimedia all’erroraccio del primo tempo. Un minuto dopo è l’arbitro Guida che “rimedia” (si fa per dire) alle sviste contro il Milan, negando un rigore solare al solito, irrefrenabile Berardi, steso in area da una scarpata maldestra di De Jong. Ma le batterie del Milan, tra caldo torrido e inferiorità numerica, sono agli sgoccioli e al 32’ arriva il 3-2: cross basso di Floro Flores dalla sinistra, Zaza sbaglia lo stop ma di fatto favorisce l’inserimento fulmineo di Berardi, che brucia Bonera e di sinistro batte l’incolpevole Lopez. Dopo mesi di assenza si rivede El Shaarawy, buttato nella mischia nel finale al posto di Honda, ma è una mossa che sa di disperazione. Nel recupero saltano i nervi anche a Suso: entrataccia su Biondini e rosso diretto, questa volta sacrosanto. Dodici espulsioni in trentasei partite, una ogni tre: è un Milan dei record, ma solo di quelli negativi.