Il Sassuolo rappresenta uno dei più bei presenti del calcio contemporaneo e in questo senso non ha paura della “Storia”, d’altronde il passato nostalgico di un club che non è più, ovvero la Stella Rossa di Belgrado (un tempo squadra di fama e glorie internazionali), non spaventa la concretezza e la solidità di un club “attuale” in tutti i sensi come quello presieduto da Giorgio Squinzi e guidato tecnicamente da Eusebio Di Francesco, in grado di frantumare il blasone serbo sotto i colpi martellanti degli attaccanti neroverdi. Un 3-0 che avrebbe addirittura potuto allargare le misure se tante delle occasioni create non fossero state buttate al vento, per un match, quello dell’andata dei playoff di Europa League, che mette comunque in un certo stato di sicurezza la compagine emiliana per il ritorno al Maracanà di Belgrado.

Soddisfatto naturalmente Di Francesco che a fine gara però non ha voluto abbassare la guardia nei confronti di una qualificazione non ancora acquisita: “Abbiamo preparato la gara in una certa maniera, questo ci ha consentito di entrare con facilità in determinate situazioni e siamo stati bravi a interpretare un certo tipo di calcio. Dovevamo però essere più cinici e fare qualche gol in più, ci è mancato quel pizzico di determinazione per chiudere alcune giocate. Nei primi 90 minuti di questa doppia sfida ci siamo comunque comportati bene, anzi benissimo, ma ora ci aspetta la gara di campionato contro il Palermo e poi il ritorno a Belgrado, che sarà una vera e propria battaglia“.

Al tecnico abruzzese è stato anche chiesto di motivare il cambio di Domenico Berardi, uno dei giocatori più in palla della serata, sostituito a 20 minuti dalla fine con Falcinelli: “Mi ha chiesto lui di essere sostituito, aveva i crampi. Ha perso qualcosa a livello di ritmo perché è stato impegnato con l’Under 21, ma va bene così. Anche chi è subentrato è stato decisivo. Politano? Ha disputato un’ottima partita, sono contento di aver trovato un giocatore come lui sulla fascia“.