La querelle tra Sarri e Mancini proprio non accenna a volersi chiudere, nonostante l’impegno delle due parti. Quando, con il weekend calcistico ormai alle porte, la polemica sembrava spegnersi, ecco che ci pensa la Democrazia Cristiana a riportare la luce sulla vicenda del “frocio e finocchio” urlato dal tecnico del Napoli al collega interista.

Già, perché la Dc ha querelato Sarri. Il motivo? è contenuto nell’esposto presentato presso la procura di Palermo da Alberto Alessi, segretario nazionale della Democrazia Cristiana Nuova, ex deputato Dc e figlio di quel Giuseppe Alessi, tra i fondatori del partito dello scudo crociato nonché ex presidente della Regione Sicilia.

“Il signor Sarri nel volersi giustificare per le parole offensive proferite in pregiudizio del collega Mancini ha rilasciato alla stampa, in occasione di una conferenza, trasmessa altresì dal telegiornale del TG1 di giorno 20.01.2016, delle dichiarazioni altamente lesive e diffamatorie. Infatti, il Sarri per giustificare le gravi ingiurie formulate in danno del collega Mancini ha testualmente proferito le seguenti parole: “ho detto la prima offesa che mi è venuta in mente, gli avrei potuto dire sei un democristiano“.

Nella lunga denuncia, Alessi sottolinea fra l’altro come “”tale comportamento assume una forza lesiva pragmatica se si considera proprio il paragone reso esplicito dal Sarri. Invero, lo stesso ha posto a paragone, con evidente atteggiamento denigratorio e razzista, oltre che omofobo, l’essere omosessuale all’appartenenza alla Democrazia Cristiana. Orbene, il comportamento posto in essere dal Sarri non lascia residuare dubbio sulla portata denigratoria e offensiva di quanto proferito”.

“Lo stesso ha posto a paragone, con evidente atteggiamento denigratorio e razzista, oltre che omofobo, l’essere omosessuale all’appartenenza alla Democrazia Cristiana“. Alessi si è detto pronto a “costituirsi parte civile nel prosieguo dell’eventuale instaurando giudizio”.