Al termine di Napoli-Inter, Maurizio Sarri è stato trattenuto dagli ispettori della Federcalcio per essere ascoltato a proposito del battibecco con Roberto Mancini.

L’allenatore nerazzurro ha accusato il collega partenopeo di frasi discriminatorie (“mi ha dato del frocio, un personaggio del genere non merita di stare nel mondo del calcio”).

Accusa grave, che potrebbe comportare per il tecnico del Napoli anche una lunga squalifica (fino a quattro mesi, ma dipenderà dal referto che sarà consegnato al giudice sportivo Tosel).

Questo il testo dell’articolo numero 11 delle Noif: “Costituisce comportamento discriminatorio, sanzionabile quale illecito disciplinare, ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine etnica, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori. I dirigenti, i tesserati di società, i soci e non soci di cui all’art. 1 bis, comma 5 che commettono una violazione del comma 1 sono puniti con l’inibizione o la squalifica non inferiore a quattro mesi o, nei casi più gravi, anche con la sanzione prevista dalla lettera g) dell’art. 19, comma 1 (cioè il Daspo, n.d.r.), nonché, per il settore professionistico, con l’ammenda da € 15.000,00 ad € 30.000,00″.

Ecco quanto dichiarato sul caso dall’allenatore azzurro: “Accuse di omofobia? Gli ho detto la prima cosa che mi è venuta in mente. Avrei potuto dirgli democristaino. Non volevo assolutamente offendere la comunità gay. A Mancini ho chiesto scusa, lui mi ha risposto che sono un vecchio cazzone, mi sembra razzista anche questa”.

A chi gli ha chiesto se ora si aspetti una squalifica, ecco cosa risponde Sarri: “Squalifica? Mi aspetto una punizione normale. Siamo in una competizione ad eliminazione diretta, non vedo cosa possa c’entrarci il campionato”.

Sarri e Mancini, i precedenti

Era il marzo del 2014 quando al termine di Empoli-Varese, Maurizio Sarri si lamentò per l’espulsione comminata a Mario Rui: “Questo mi sembra che sia diventato uno sport per froci. Abbiamo subito il doppio dei falli,ma le ammonizioni le abbiamo prese noi. Il regolamento in Italia viene interpretato in maniera omosessuale”.

Dal canto suo, Mancini, che oggi si straccia le vesti dopo le offese di Sarri, nel 2000 archiviò come “episodio frutto della tensione agonistica” il “Negro di merda” che l’allora compagno di squadra Mihajlovic rifilò a Vieira in un Lazio-Arsenal valido per la Champions League di quella stagione.