I conti in rosso di molti club italiani, siano essi di Serie A, B o Lega Pro, rimanendo almeno nel perimetro del professionismo, non è certo una novità e ora, con la cessazione della formula delle comproprietà ci sarà indubbiamente più chiarezza da parte delle società sportive che non potranno più nascondersi dietro l’arte prestidigitatoria della finanza creativa e dei tesseramenti dei giocatori al 50%. Ovviamente, fatta la legge – si dice – trovato l’inganno poiché ora va molto in voga nella compravendita di calciatori la formula del prestito con diritto/obbligo di riscatto, soluzione che tende ad aggirare quella della comproprietà (vedasi il caso Ibarbo tra Roma e Cagliari).

Tra queste società con il bilancio in negativo spunta fuori la Sampdoria del nuovo presidente Massimo Ferrero sulla quale il bell’articolo di Marco Iaria pubblicato sulla Gazzetta dello Sport getta una luce chiarificatrice che fa comprendere i reali movimenti finanziari soprattutto nel passaggio di proprietà avvenuto lo scorso anno da Edoardo Garrone a Ferrero, primo tra tutti la somma di denaro versata per rilevare il club blucerchiato che ammonta a 3 milioni e per di più sotto forma di prestito. Il bilancio del 2014 però parla addirittura di 24,6 milioni di euro, ripianati grazie al vecchio consiglio d’amministrazione, quello di Garrone. Come si legge nella relazione sulla gestione patrimoniale del club, si ha ragione di credere che Ferrero si sia rivolto ancora ai vecchi soci azionisti, a proposito dell’esercizio in corso, con previsioni in rosso “Sport Spettacolo Holding (la nuova denominazione della controllante della Sampdoria, ndr) ha manifestato la propria disponibilità, e in parte ha già effettuato, ulteriori versamenti attraverso apporti diretti o attraverso il riconoscimento dell’indennizzo dovuto in conseguenza del reclamo ai sensi dell’articolo 5.3 del contratto d’acquisizione delle partecipazioni in Sampdoria Holding e UC Sampdoria“. Si può dunque supporre, essendo il contratto top secret, che Ferrero possa far leva su una clausola dello stesso che consentirebbe questo indennizzo. Per la serie “mi hai lasciato un club in deficit e ora mi finanzi finché non ho appianato il bilancio”.

C’è di più poiché non solo Ferrero a giugno rileva la Sampdoria dalla San Quirico spa di Garrone e soci a zero euro (a bilancio non risulta nessun aumento di capitale per il trasferimento delle quote) ma si ritrova in dote 36,5 milioni di euro che i soci hanno versato in conto capitale. Una parte questo tesoretto verrà utilizzata per appianare i 24,6 milioni di euro in rosso mentre la restante serve a pagare parte degli stipendi dei giocatori. Nel frattempo Ferrero diviene presidente e muta gli asset con la controllante della squadra che cambia nome in Sport Spettacolo Holding, da spa si trasforma in srl e trasferisce la sede da Genova a Roma. A sua volta la controllante è detenuta al 100% dalla Holding Max srl di cui la figlia del presidente Vanessa Ferrero detiene l’80% e il restante 20% il nipote Giorgio.

Il problema della Sampdoria si può riassumere in un bilancio tra costi e ricavi stabile dove però è rilevabile una struttura dai costi tanto elevati da mangiarsi intere fette di fatturato con un rosso determinato dalle minori plusvalenze del 2014 rispetto all’anno precedente. Il consiglio della Sampdoria approva a febbraio 2015 un piano di risanamento valido fino al 2017-2018 basato sul sensibile decremento del monte stipendi puntando sull’incremento di significative plusvalenze mediante la vendita mirata di alcuni giocatori. La parola d’ordine del club in sostanza è “dismissione” e da qui si capisce la cessione di Obiang, lo svincolo di Eto’o (col suo ingaggio monstre), l’obiettivo di vendita di Eder e Soriano per far cassa. Dulcis in fundo c’è il nodo delle fideiussioni che la San Quirico aveva sottoscritto prima del passaggio di proprietà per 21,2 milioni di euro a favore della Sampdoria ed era garante delle fideiussioni di 10,2 milioni rilasciate da Banca Regionale Europea per le operazioni di calciomercato. Ora i vecchi soci, a un anno dal passaggio di proprietà, si augurano che sia Ferrero ad investire di suo esibendo garanzie a titolo personale altrimenti i conti sprofonderanno ancora di più in un irrecuperabile rosso.