Match delicato quello del Luigi Ferraris sia per la Sampdoria, reduce da una brutta prestazione contro il Torino nell’ultima giornata di campionata, sia per la Roma costretta – ormai per destino – a inseguire una capolista che sta facendo di tutto per tentare una fuga in piena regola, in questo caso l’Inter. Al culmine di una partita, anzi “la” partita (l’autentico big match della quinta giornata), dai ritmi vertiginosi, la spuntano i blucerchiati di Zenga con la complicità di un’autorete da parte di Manolas che svirgola un rinvio – su tiro di Eder – sulla linea di porta. Ora la situazione di classifica vede la Samp a 10 punti, in lizza per ambire alle sfide di vertice e la Roma invece ferma a 8, a ben 7 lunghezze di distanza dalla capolista.

Rimproverare qualcosa alla Roma vista a Genova sarebbe far torto al vero e, quanto meno ingeneroso nei confronti di giocatori che hanno dato l’anima fino alla fine dei 90′, e oltre. L’analisi più lucida in tal senso l’ha effettuata la figura in questi casi più direttamente coinvolta, ovvero il tecnico Rudi Garcia, il quale nel post-partita ha rilevato imperdonabili errori difensivi, con la sottolineatura non tanto e non solo dello sventurato autogol del centrale greco ma ad es. anche del piazzamento della barriera nell’occasione della rete sulla punizione di un grande esperto come Eder. Per il resto, molta sfortuna, forse poca cattiveria e lucidità sotto porta e tanto movimento negli ultimi 25 metri che però ha prodotto poco. Anche adesso che i finalizzatori ci sono.

Un encomio va fatto comunque agli avversari che rispetto alla gara di Torino di tre giorni prima hanno affrontato tutto un altro tipo di match, a cominciare dall’approccio mentale. A conti fatti si è vista una Sampdoria tatticamente matura, che ha saputo dosare dinamismo e attese, cadenzando sapientemente i ritmi di gara senza sprecare energie in eccesso rimanendo nei minuti finali con quel pizzico di lucidità necessario per portare a casa un risultato pieno. Fondamentale il grande lavoro dei reparti di difesa e centrocampo, soprattutto la capacità di non divaricare mai le linee accorciando sempre la squadra, cosa che ha costretto la Roma ad allargarsi sempre molto e a concedere spazi per le ripartenze di Eder e Muriel. Molto bene i nuovi Pereira e Fernando, buono anche il contributo di Correa dal primo minuto. Concessa una sgambata anche a Cassano negli ultimi minuti di partita.