Inizia col sorriso l’avventura di Cristian Brocchi sulla panchina rossonera: grazie a una rete del redivivo Carlos Bacca a metà ripresa, infatti, il Milan riesce a superare la Sampdoria a Marassi e a ritrovare quella vittoria che in Serie A mancava dal lontano 27 febbraio contro il Torino (firmata sempre dal colombiano). Meritato il successo del Diavolo, soprattutto in virtù di quanto creato nella ripresa, anche se la squadra di Montella può recriminare per una rete annullata a Dodò nel primo tempo per un fuorigioco assai dubbio. Con questi tre punti i rossoneri tornano a mettere quattro lunghezze di vantaggio tra sé e il duo Sassuolo-Lazio, aumentando sensibilmente le possibilità di conservare il sesto posto fino al termine del campionato.

Come annunciato alla vigilia, il primo Milan di Cristian Brocchi non è poi così diverso nelle apparenze da quello di Sinisa Mihajlovic: un Bertolacci in più e un Honda in meno (capirai che differenza), e soprattutto lo stremato Bonaventura riportato dietro le punte, nel ruolo in cui lo vuole il presidente. E siccome la scaramanzia non è mai troppa in casa rossonera, ecco che in tribuna, accanto a Galliani, compare nientemeno che il presidente della Federcalcio montenegrina, al secolo Dejan Savicevic, uno che di bel giuoco ne ha regalato parecchio. Peccato che questo non sia il tipo di Genio che esaudisce i desideri e ti trasforma una squadra mediocre nel Bayern Monaco, e allora il primo Milan di Cristian Brocchi non è diverso da quello di Mihajlovic nemmeno nella sostanza: l’impegno non manca, ma la qualità è quella che è, le idee di gioco pure, e, nonostante un Balotelli volenteroso, se non segna Bacca buonanotte. Il colombiano, a dire il vero, sembra più vivace che nelle ultime uscite: al 7’ va a un passo dal gol, scattando col tempo giusto sulla bella verticalizzazione di Kucka, saltando Cassani e poi calciando di un soffio a lato dell’incrocio dei pali. Ed è sempre sua la più clamorosa occasione del primo tempo, quando ci è voluto un miracolo di Viviano sulla sua zampata sottomisura per scongiurare il vantaggio rossonero (32’). Il gol lo aveva segnato poco prima la Sampdoria, con un tocco a porta vuota di Dodò a correggere il cross in rovesciata di Fernando, ma l’arbitro Valeri annulla per una presunta deviazione di Quagliarella che avrebbe messo in fuorigioco il brasiliano. Decisione assai dubbia, come conferma anche il replay. Nel finale di tempo, è ancora Fernando a spaventare il Milan, con un potente destro da posizione defilata che costringe Donnarumma a un intervento non semplice.

Il primo quarto d’ora della ripresa è una replica fedele di quanto visto nel primo tempo, con molta intensità in campo e poche idee degne di nota. La prima accelerazione è rossonera e arriva al 18’, quando il solito Kucka ruba l’ennesimo pallone in pressing e serve Bacca davanti a Viviano, il Peluca ci prova con la rabona ma il portiere riesce a deviare in corner con la coscia sinistra. L’occasione sciupata, comunque, scuote definitivamente il Milan, che nei successivi 10’ crea altre quattro occasioni da rete. Prima tocca a Kucka, che calcia in solitudine da centro area, spedendo il pallone pochi centimetri a lato (20’); poi è la volta di… Cassani, che per poco non infila la propria porta nel tentativo di anticipare Balotelli (22’); quindi è Bonaventura, che butta nell’umido un contropiede 3 vs 1 con uno scellerato passaggio fuori tempo a Bacca (24’). Per sua fortuna, Jack si fa perdonare 2’ più tardi: è lui, dopo un gran numero sulla destra, a servire a Bacca il pallone del gol-partita, ma altrettanto bravo il colombiano nel liberarsi, controllare e girare in porta un diagonale secco e rasoterra, il tutto coi tempi di reazione di un serpente a sonagli. Ne aveva sbagliati già tre, decisamente troppi per uno come lui. Trovato il vantaggio, arriva il difficile, visto la tendenza di questa squadra a farsi rimontare: ma questa volta, complice una Sampdoria aggressiva ma obiettivamente spuntata, la missione può dirsi compiuta, e senza nemmeno sudare troppo. Nei successivi 25’, recupero compreso, i blucerchiati non si renderanno mai pericolosi dalle parti di Donnarumma. Brocchi esulta per i primi tre punti della sua carriera, ora l’Europa League è più vicina.