Dopo oltre sei anni il Milan torna a sbancare Marassi sponda Sampdoria e lo fa con la miglior prova della breve gestione-Seedorf per concretezza e solidità. Ancora una volta si erge a protagonista il mercato di gennaio: sono i due nuovi acquisti d’Arabia, Taarabt e Rami, a siglare le reti che consentono ai rossoneri di battere per 2-0 la squadra di Mihajlovic che finora in casa non aveva mai perso, di mandare agli archivi la vittoria numero 4 in nelle ultime 6 con l’olandese in panchina e di guardare più da vicino la zona Europa.

Nonostante la buona prova offerta contro l’Atletico Madrid sia giunta con un modulo diverso, Seedorf opta per il ritorno al 4-2-3-1 speculare a quello dei blucerchiati di Mihajlovic, con Pazzini prima punta al posto dello squalificato Balotelli, davanti al terzetto di trequartisti formato da Taarabt, Saponara e Honda. Novità anche a centrocampo, con Muntari e Montolivo per De Jong ed Essien, e soprattutto in difesa, dove l’unico titolare è Rami. Molte assenze, dunque, ma l’atteggiamento è quello giusto: squadra aggressiva, finalmente corta e con un Honda che, favorito dai movimenti di Pazzini (che è un centravanti, a differenza di Balotelli), sembra un altro rispetto alle ultime sciapite performance. Taarabt, invece, sembra esattamente lo stesso: è lui, dopo 12’, a portare in vantaggio i rossoneri, ribattendo da due passi una respinta del portiere doriano dopo un suo stesso colpo di testa propiziato da un lungo cross da destra di Rami. Gamba, piede e cattiveria: il marocchino sembra già diventato un elemento imprescindibile per il nuovo corso rossonero. Il vantaggio immediato galvanizza ulteriormente il Milan, che neutralizza senza troppi affanni la flebile reazione dei blucerchiati e continua a far male nelle ripartenze, approfittando di una difesa doriana che le assenze di Gastaldello e De Silvestri hanno reso molto più fragile del solito. Dopo un paio di tentativi di Honda è Saponara, al 39’ ad avere la palla del raddoppio, ma la sua volée in bello stile su assist di Constant termina alta di pochissimo.

Dopo l’intervallo si riparte con gli stessi 22 in campo e con lo stesso refrain, che prevede un Milan sorprendentemente compatto controllare sapientemente la partita, senza lasciare troppi uomini oltre la linea della palla e senza concedere le conseguenti praterie tra un reparto e l’altro. Il piano funziona, la Samp non crea nulla e al 13’ i rossoneri raddoppiano, ancora una volta sugli sviluppi di un calcio d’angolo: in questo caso è Taarabt a crossare dalla destra, sponda di Pazzini e capocciata vincente di Rami. Adil e Adel (sembrano due personaggi usciti dalla fantasia di Lewis Carroll) non possono far troppa festa, visto che in campo furoreggiano le proteste blucerchiate per una più che probabile carica su Da Costa da parte del numero 11 rossonero.

Il clima si surriscalda e dopo qualche minuto diventa rovente. Casus belli, un’uscita bassa di Amelia su Eder: il portiere rossonero prende chiaramente il pallone, ma l’inevitabile (e non certo falloso) impatto successivo con il brasiliano è sufficiente perché il pubblico di casa passi dallo status di “incazzato” a quello di “inferocito”. A peggiorare la situazione ci si mette l’arbitro Doveri, che, forse nel tentativo di mostrarsi non condizionabile, sventola sotto il naso del neoentrato Maxi Lopez un doppio giallo per proteste quantomeno frettoloso. Samp in dieci e partita virtualmente chiusa, anche se le botte continuano a volare (Gabbiadini da rosso su Taarabt, ma Doveri in questo caso lo grazia). Nella seconda metà di gara c’è spazio giusto per un mezzo miracolo di Amelia su Eder e per il solito cambio del terzino di Seedorf, ormai puntuale come il cambio della guardia a Buckingham Palace. Una bizzarria che, finché prosegue la scalata in classifica e nel gioco, siamo disposti a concedergli volentieri.

LEGGI ANCHE: 

Il Milan non è più il club più titolato al mondo

I gironi di Euro 2016

Mourinho chiama Zanetti