Guai in vista per Massimo Ferrero. Il presidente della Sampdoria è accusato dei reati di appropriazione indebita e riciclaggio.

I tre filoni d’accusa

La procura di Roma lo ha iscritto fra gli indagati, nell’ambito di un nuovo filone d’inchiesta. Il sospetto degli inquirenti, tutto ancora da dimostrare, è che, attraverso un giro di bonifici, Ferrero abbia usato i conti correnti della Sampdoria, per comprare un appartamento alla fidanzata Manuela Ramunni, rimpianguare le casse di alcune imprese, operanti nei settori dello spettacolo e del cinema, controllate dallo stesso Ferrero, e per “spostare” mezzo milione di euro dalla Samp alla compagnia aerea Livingstone, comprata da Ferrero nel 2009 e finita in bancarotta, con un rosso di 40 milioni di euro. I sospetti degli investigatori aumentano se si accerta che, il giorno antecedente all’inizio di suddette pratiche, era arrivato un importo significativo di denaro, attraverso la cessione del calciatore Pedro Obiang al West Ham, per 6,5 milioni di euro.

Sampdoria: “Estranei all’inchiesta”

“Basta con lo stillicidio delle notizie spazzatura, il bilancio della Samp è in ordine e io non vendo” disse Ferrero un anno fa parlando di calunnie mandate via stampa. “Qui c’è un mandante che vuole il male della Sampdoria, solo perché Ferrero non ha santi in paradiso. Forse da’ fastidio il mio lavoro onesto, ma vengano avanti che stavolta meno forte…”. L’ultimo bilancio della Doria, datato 2015, ha riportato un buco da 1,4 milioni di euro. Cifra che sarebbe stato ancora più alta se la famiglia Garrone non avesse girato 7 milioni di euro di “indennizzi”, a causa di alcune correzioni contabili al prezzo della vendita, avvenuta un anno prima. Alla vicenda è tempestivamente seguito il laconico comunicato della società blucerchiata: “In merito agli articoli apparsi nelle ultime ore sugli organi di stampa – si legge nella nota -, l’U.C. Sampdoria ribadisce la sua serenità e sottolinea di non essere coinvolta in alcuna inchiesta.