A patto che non si trasformi nell’ennesimo tormentone estivo da calciomercato, l’amore tra Cassano e la Sampdoria è una bella storia. Di quelle che fanno bene a un calcio sempre più globalizzato e fantamilionario. Il “romance” sembra il canovaccio di una pièce shakespeariana o, meglio, la trama di un film nella quale l’entourage cinematografaro di Ferrero potrebbe sguazzare: Cassano ama la Samp, la Samp ama Cassano ma questo scintillante amore corrisposto è ostacolato da un terzo incomodo, dal vilain di turno, il cattivone che si oppone al coronamento della love story: il suo nome è Walter Zenga, neo-allenatore blucerchiato, uno che non pesa proprio pochissimo nelle decisioni tecniche della Sampdoria.

Va bene, fin qui la storia la conosciamo un po’ tutti, o quasi, con il presidente Ferrero che, ottenuto anche il consenso di Edoardo Garrone, sulla base di condizioni economiche estremamente vantaggiose in virtù del parametro zero del giocatore svincolatosi dal Parma in seguito alle tristi vicende societarie dei ducali e disposto ad accettare un ingaggio al minimo sindacale (si parla di 550 mila euro più bonus legati a presenze e prestazioni) tenterà ogni escamotage per cercare di convincere l’ex portierone nerazzurro ad inserire Fantantonio nell’organico della Sampdoria.

Quello che forse non si conosce è il retroscena più intimo della vicenda, ovvero il dialogo telefonico tra Cassano e Zenga con il talento di Bari vecchia che chiamando a più riprese il tecnico doriano lo ha quasi implorato affinché gli venisse concessa una chance, avendo rinunciato alla proposta del Bari, il suo cuore, e di alcuni club stranieri come il Galatasaray pronti a coprirlo d’oro (cosa confermata dal suo procuratore, l’avvocato Bozzo) . La risposta da parte di WZ è stata però estremamente chiara e senza giri di parole e soprattutto negativa fondata sul presupposto che nella sua Sampdoria non c’è spazio per un profilo come il suo. Le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport nei giorni scorsi non lasciano adito a interpretazioni: “L’ho chiamato io, e non so quanti allenatori l’avrebbero fatto, e gli ho detto: «Antonio, uno come te non si può discutere, ma noi abbiamo un progetto e il nostro progetto si chiama Eder, Muriel, Correa, Bonazzoli, Okaka»“.

Stando agli ultimi aggiornamenti sulla vicenda però, pare che Zenga abbia sondato lo spogliatoio scoprendolo favorevole a un ritorno di Cassano in blucerchiato e al conseguente innesto in organico. Un altro fattore favorevole è dato dall’Europa League. Se la Samp dovesse qualificarsi superando il turno preliminare, tornerebbe molto utile avere un giocatore di qualità in più in rosa nell’ambito di una stagione fitta d’impegni. Inoltre il mercato è ben lungi dall’essere concluso e non è detto che uno dei cinque attaccanti menzionati da Zenga non possa partire. Gli elementi che fanno pensare a un’ipotesi di ricongiungimento tra Cassano e Sampdoria cominciano in sostanza a farsi decisivi.