“C’eravamo tanto amati” è il titolo del remake del grande film di Scola che potrebbe essere girato e proiettato dalle parti del Mugnaini, laddove il noto impianto sportivo d’allenamento della Sampdoria fungeva da fondale alla love story professionale tra il presidente Massimo Ferrero e il tecnico Walter Zenga. Un amore che come tutte le storie romantiche che si rispettano ha attraversato anche mari in tempesta, come la vicenda Cassano o l’eliminazione dall’Europa League (la figuraccia col Vojvodina mai sufficientemente metabolizzata), e come tutte le relazioni sentimentali, prima o poi è destinato a finire.

E la sconfitta del Ferraris contro la Fiorentina è stata da questo punto di vista fatale a Walter Zenga la cui notizia dell’esonero attende solo l’ufficialità. La società infatti è già al lavoro per cercare di contrattualizzare il successore nel più breve tempo possibile, e ora come ora il primo nome della lista è Vincenzo Montella, cercato anche nell’estate dai blucerchiati, preferito di gran lunga a Delneri e Corini, comunque valide alternative se l’affaire con l’ex allenatore della Fiorentina non dovesse andare in porto.

Proprio la Fiorentina rappresenta la discriminante del dopo-Zenga alla Samp perché Montella, sollevato dall’incarico dai Della Valle, è ancora legato al club viola da un contratto che scade nel 2017 e che prevede una clausola rescissoria di 5 milioni di euro. Ferrero sta cercando in queste ore di sbloccare la questione chiedendo ai Della Valle di liberare Montella a titolo gratuito, in maniera tale da fargli riassaporare un grande ritorno in blucerchiato, ma in veste di allenatore. Scoglio molto arduo perché difficilmente i proprietari della fiorentina svincoleranno gratis il loro ex tecnico.

A complicare ulteriormente il rapporto tra Zenga e la Sampdoria, e probabilmente a ritardarne l’ufficializzazione dell’esonero, ci sarebbe anche il viaggio dell’ex portiere interista a Dubai (per stare questioni familiari), approfittando della sosta. Zenga era stato invitato dalla società a non recarsi a Dubai considerando il momento delicato della sconfitta e della crisi di risultati. Zenga ha però precisato attraverso un comunicato stampa che “il viaggio personale a Dubai è stato concordato da tempo con il presidente Massimo Ferrero“.