A volte ritornano. Questo il titolo del film che potrebbe essere prodotto e distribuito dal Ferrero Cinemas Group di Massimo Ferrero in tutta Italia e in particolar modo negli stadi della Serie A. Un film girato nella Genova blucerchiata e che ha come protagonista Antonio Cassano da Bari. Sì, Cassano. Ancora lui, sempre lui. Un Cassano che dai tempi dello svincolo del Parma post dismissione e vicende fallimentari non si è dato pace offrendosi in tutti i modi al suo antico rinnovato amore: la Sampdoria.

Fantantonio ha rifiutato anche le lusinghe del nuovo Bari dell’era Paparesta, rinunciando così alle sue origini, al richiamo di casa sua, di quella bari vecchia dove è nato e cresciuto, personalmente e professionalmente. Cassano ama Marassi, ama i tifosi e ama la Samp di un amore ricambiato. Lo sgarro a Garrone senior, Riccardo, e si perdoni il bisticcio di termini, però non è stato dimenticato da Garrone junior, Edoardo, il quale ha espresso un parere non troppo favorevole all’ipotesi di riaccogliere in casa un figliol prodigo come il barese. Da qualche mese però, il dialogo tra Cassano e la Sampdoria sta procedendo lungo canali sotterranei.

La svolta è rappresentata proprio dal presidente Ferrero che ha già dichiarato di volerlo fortemente in organico, e il suo è uno di quei pareri che contano e che non si possono non tenere in alta considerazione. Vinte le remore della famiglia Garrone, l’ultimo ostacolo si chiama Walter Zenga, neo-allenatore blucerchiato, il quale dopo una serie d’incontri sul tema si è pronunciato in maniera recisamente contraria al ritorno di Cassano alla Samp. Zenga sta cercando di lavorare su un gruppo affiatato e coeso dopo gli anni di Mihajlovic e non vuole nessuna fomite di potenziali problemi all’interno del suo organico.

L’impressione è quella che alla fine il presidentissimo possa persuadere l’allenatore e Cassano così ricongiungersi all’amata Sampdoria. E questo sulla base di due condizioni convincenti: un profilo economico basso, fondato sui presupposti di un ingaggio inferiore al milione di euro ma scalare, ovvero legato a una serie di bonus e una clausola rescissoria di natura deontologica, ovvero una postilla del contratto nella quale si evidenzi una sorta di licenziamento per giusta causa qualora Cassano dovesse assumere atteggiamenti lesivi nei confronti della società. Insomma, l’accordo c’è, ora – come ai tempi delle parate in nerazurro – è tutto nelle mani di Zenga.