Una partita che dura solo venti minuti, con cinque giocatori che simulano un infortunio ed escono dal campo perché minacciati dai tifosi. Il match in questione è Salernitana-Nocerina, gara di Lega Pro Prima Divisione, iniziata con 30 minuti di ritardo per le minacce subite dalla squadra ospite da parte di un ristretto gruppo di tifosi nocerini, circa un centinaio. Una gara che forse non bisognava nemmeno lasciar iniziare, ma dopo una lunga trattativa con il questore di Salerno Antonio De Jesu, si è deciso di disputare lo stesso l’incontro.

Scelta sbagliata, visto che dopo il fischio d’inizio la Nocerina ha effettuato subito tre cambi e altri cinque giocatori hanno simulato degli infortuni per uscire dal campo, determinando così l’inferiorità numerica della squadra e costringendo l’arbitro Sacchi di Macerata a sospendere il match. Nei primi minuti di gioco, un aereo ha sorvolato lo stadio Arechi di Salerno con uno striscione che recitava: “Rispetto per Nocera e per gli ultras”.

Ma cosa ha innescato le minacce subite dai calciatori di Nocera? Il fatto che la sfida si disputasse senza la presenza della tifoseria ospite, decisione presa dal Giudice Sportivo in quanto la gara era ritenuta “troppo calda” e a rischio. Ora la Salernitana dovrebbe ottenere la vittoria a tavolino per 3-0, ma ovviamente il caso è aperto: a Salerno ci sono i tifosi di casa che chiedono indietro i soldi per uno spettacolo che non hanno potuto vedere: “Sono qui solo per comunicare che tutti i dirigenti della Nocerina calcio sono dimissionari. E confermo il silenzio stampa di tutti i tesserati”, ha detto il direttore sportivo della Nocerina, Luigi Pavarese.