Sarebbe lecito pensare che lo splendido inizio di campionato della Fiorentina, con la scoperta (per chi non lo conosceva) dell’abilità manageriale di Paulo Sousa, l’affermazione di Kalinic e soprattutto il primato solitario in classifica dopo un… millennio (l’ultima volta era stato nel 1999), avesse potuto far dimenticare un’estate piuttosto turbolenta per la dirigenza viola, contestata dai tifosi per il mercato e soprattutto per la gestione del caso Salah. Neanche per idea. Fedele alla linea, la Fiorentina non perdona, la Fiorentina non dimentica: figuriamoci nella settimana che porta alla sfida con la Roma e, conseguentemente, al ritorno al Franchi del nemico egiziano

Racconta Sandro Mencucci: “Salah aveva firmato con noi un contratto pluriennale, pur avendo quella carta che gli concedeva quel fantomatico diritto di veto, ma solo per tornare al Chelsea. Noi abbiamo sottovalutato la possibilità che lui potesse voltarci le spalle così repentinamente, certo spronato da quello che vuole offrirci un kebab in Piazza della Signoria“, ironizza l’ad viola, con evidente riferimento al procuratore di Salah, Rami Abbas. “E’ una situazione spinta dal vil denaro“. Ma non è ancora sceso il sipario su questa vicenda. “La storia è tutt’altro che finita, c’è un procedimento aperto alla FIFA e se decideranno che Salah si è comportato in maniera scorretta allora potranno sanzionarlo nel modo più opportuno. Staremo a vedere“, conclude.

E’ sempre bello il travaso di bile, ma la stretta attualità impone anche di parlare di cose piacevoli. L’eccellente impatto di Paulo Sousa, per esempio: “Meglio di così non poteva andare“, gongola Mencucci. “Lui ha fatto molto bene ovunque è andato, ma nessuno si poteva aspettare questo impatto con il campionato italiano. Ha capito perfettamente la piazza di Firenze, quanto sia passionale, quanto i tifosi si meritano e si aspettano“. Gli stessi tifosi che lo scorso giugno lo avevano accolto definendolo carinamente “gobbo di merda” con una scritta sui muri del Franchi. Le vittorie, si sa, assorbono i cattivi ricordi meglio del whisky.