Se la Roma ha mai pensato, anche solo per un minuto, di poter intromettersi nella vicenda Salah e portare a casa il giocatore senza beccarsi almeno una rampogna da parte dei Della Valle, be’, allora è cascata davvero male. Nessuno può mettere i Della Valle in un angolo e sperare che questi stiano zitti. E fa niente se ormai non si contano i casi di quei giocatori (o allenatori, vedi Prandelli e Montella) che sono scappati da Firenze tra gli strali dei due fratelli marchigiani: la colpa è sempre e solo degli altri, scorretti, truffaldini, immorali. Nel caso specifico, va detto che la Fiorentina non ha tutti i torti: Mohamed Salah non si è comportato proprio da gentiluomo nei confronti del club gigliato e tantomeno dei suoi tifosi. Ma la Roma c’entra poco o nulla coi problemi viola, il mercato è una giungla e bene ha fatto Walter Sabatini a cogliere la palla al balzo e assicurarsi un giocatore che a Garcia tornerà utilissimo. Non la pensa così, ovviamente, Andrea Della Valle: “Non è stata una bella cosa vedere Salah arrivare a Roma. Non so se è stato presentato, anche se ufficiosamente sì. Forse questa cosa qui la Roma se la poteva risparmiare“.

La Fiorentina non ha alcuna intenzione di far la guerra a nessuno, come specifica lo stesso numero uno viola: “Noi non vogliamo litigare con nessuno, cerchiamo solo di far rispettare i patti che invece qualcuno non ha rispettato, poi vedremo che succede. Abbiamo scritto alla FIFA, ora tocca agli avvocati, i nostri, quelli di Salah e quelli del Chelsea“. I Della Valle ovviamente sanno benissimo di non poter costringere Salah a giocare controvoglia per la Fiorentina, specialmente ora che ha già raggiunto un accordo con la Roma. E’ una questione di principio, come tante altre prima di queste. E magari anche una questione economica: perso definitivamente il giocatore, la Fiorentina si aspetta di vedersi riconosciuto perlomeno un “premio valorizzazione” da parte del Chelsea, quantificabile in 4-5 milioni di euro. Pochi, in ogni caso, per far dimenticare l’illusione di aver trovato un campione.