Dopo la formidabile prova del Barcellona che ha steso il Bayern Monaco nella semifinale d’andata di Champions League e la strepitosa performance – l’ennesima – di Lionel Messi, l’alieno sceso sul pianeta Terra per giocare a calcio, media e web in generale sono letteralmente impazziti per la “pulga” argentina e ovviamente i paragoni si sono ancora una volta sprecati. Anche uno al di sopra di ogni sospetto sempre maggiormente legato al discorso del collettivo piuttosto che allo specifico delle individualità come Arrigo Sacchi non ha lesinato complimenti ed elogi al giocatore oggettivamente più forte del mondo anche senza il contorno di sperticate lodi.

L’ex allenatore del Milan e del Real Madrid sui canali Mediaset si è espresso in questi termini nei confronti del numero dieci blaugrana: “Messi ha ritrovato una forma straordinaria, superando un periodo difficile. È un giocatore unico e completo: è un finalizzatore letale ma è anche capace di tornare a centrocampo per aiutare la squadra. Marcarlo a uomo è impossibile, è tutto il sistema squadra che deve funzionare alla perfezione per ingabbiarlo. Siamo di fronte un vero genio del calcio, è come Maradona. In questo momento nessuno è come lui“.

La comparazione con il pibe de oro è ormai un classico del giornalismo e della letteratura sportivi e intorno a questo luogo comune internet si divide tra adulatori e detrattori, tra chi ritiene prospetticamente che Messi sia – si perdoni il calembour – il nuovo messia del calcio contemporaneo e chi crede retrospettivamente che determinate analogie siano lese maestà nei confronti dei campionissimi del passato come Maradona e Pelè, o più semplicemente lascino il tempo che trovano poiché decontestualizzanti. Però Sacchi una piccola grande verità l’ha enunciata, anzi due: in primis il fatto che Messi è un giocatore tutt’altro che individualista e rende al 100% quando gioca in funzione della squadra soffermandosi anche sul punto che per fermare Messi e l’architettura offensiva del Barça occorre un’organizzazione di gioco sistemica e non, di nuovo, basata sulle capacità individuali.