Non è tanto il congedo dal campionato e dall’Olimpico con sconfitta (1-2 col Palermo per un match giocato tra riserve  - Paredes e Uçan – e bei ritorni in campo – Balzaretti) ad irritare gli umori a Trigoria e in Usa ma le dichiarazioni alla vigilia dell’ultima partita della Roma da parte di Rudi Garcia, confermate da un silenzio-assenso nel dopo gara serale. Sabatini ha subito preso in mano le redini di una situazione delicata che rischia di rompere gli equilibri tra allenatore, società e tifosi. Il ds ha spiegato alla Gazzetta dello Sport che la dirigenza giallorossa ha opinioni divergenti dal tecnico francese, minimizzando gli attriti: “A Roma in questa stagione ci sono stati dei problemi. Garcia ha lavorato benissimo, non gli è venuto benissimo il saggio di fine anno. Non abbiamo nessuna intenzione di cambiarlo o di metterlo in discussione“.

Se dunque l’allontanamento del tecnico è fuori discussione, non altrettanto fuori discussione sono i concetti espressi da Garcia nella conferenza stampa del pre-partita di Roma-Palermo nella quale aveva parlato di “Juventus irraggiungibile“: “Siamo primi nel nostro campionato perché la Juve è fuori concorso. È irraggiungibile e il gap sarà superiore perché noi siamo anche costretti dal fair play finanziario. La vittoria in campionato è una «divisa» troppo grande per noi. Inutile illudere i tifosi“. Parole evidentemente non condivise e non condivisibili per una dirigenza che come quella giallorossa ha ambizioni più ampie del secondo posto in classifica e ha costruito una squadra con le intenzioni di vincere lo scudetto.

Non è piaciuto in sostanza questo dietrofront da parte del tecnico francese (ci ricordiamo tutti, tranne lui forse, quando all’inizio del campionato aveva dichiarato ufficialmente “Vinceremo lo scudetto“) alla ricerca di qualche alibi di troppo, anche a dispetto di una società che si è molto impegnata per tornare competitiva ad alti livelli: “C’è grande differenza tra obiettivi e ambizioni – aveva chiosato Garcia -. Gli obiettivi devono essere in accordo con i mezzi del club ed era logico dire: «Raggiungiamo la Champions». Anche se il secondo posto non è scontato, perché siamo il 5° fatturato d’Italia“. Improvvide e con tempi sbagliati visto che è partita la nuova campagna abbonamenti le dichiarazioni di Garcia contro i tifosi: “Facile fare i tifosi quando tutto soffia per il verso giusto. Quando era importante avere il sostegno di tutti non l’abbiamo avuto. Non è normale che abbiamo risultati migliori in trasferta“.

Ora il tecnico francese è atteso da un incontro di vertice che si terrà a Boston giovedì 4 giugno per parlare del suo futuro e di quello della Roma, ma intanto Sabatini ha voluto fare qualche precisazione sulle uscite di Garcia imputando alla troppa pressione dell’ambiente giallorosso il tenore di certe sue dichiarazioni: “Credo che Garcia abbia voluto non tanto mettere le mani avanti come in tanti dicono ma si sia spaventato un po’ per la pressione che ha subito lui stesso, la società e la squadra in un certo momento della stagione. Ma noi gareggiamo sempre per migliorare e quindi non sottoscriviamo questi distinguo e questi rapporti di forza. Non abbiamo nessuna intenzione né cambiarlo né di metterlo in discussione“.