Anche in Russia primeggia il Made in Italy. Con tre giornate d’anticipo, Massimo Carrera vince il campionato alla guida dello Spartak Mosca. Un titolo atteso 16 anni, che le premesse non lasciavano immaginare.

Massimo Carrera: una scalata inarrestabile

Nel luglio 2016 l’ex assistente di Antonio Conte  approda nel club come vice di Dmitry Alenichev, per occuparsi della difesa. L’arrivo è in sordina, ma dopo un mese cambia tutto. In casa contro una squadra cipriota lo Spartak perde e non accede all’Europa League. Salta Alenichev, lascia anche il suo vice Yegor Titov. E allora la dirigenza nomina Massimo Carrera ad interim, ma solo per due gare. Nei piani l’imminente firma del santone Kurban Berdiyev. Carrera non se ne cura e fa lavorare sodo la squadra. Che in campo risponde egregiamente, uscendo dalla crisi. Intanto, il colpo di scena: Berdyev rimane al Rostov. E allora Massimo Carrera diventa capo allenatore dello Spartak. Il contratto annuale viene prolungato fino all’estate 2018.

Conquista con sudore e lacrime

In coppa nazionale matura una precoce eliminazione contro una squadra di serie B russa. Ma si fa strada un sogno ancor più grande: in campionato lo Spartak rimonta, e alla pausa invernale è primo con 5 punti di vantaggio sulla seconda. Un primo posto che risveglia la passione in città, anche se non mancano gli scettici. Si crede che sia un fenomeno passeggero, pronto a sgonfiarsi una volta ripreso il campionato. Niente di più sbagliato. Oltre ogni aspettativa, negli scontri diretti cadono prima il Cska e dunque lo Zenit. E Massimo Carrera, originario di Sesto San Giovanni, è il nuovo zar di Russia. Dopo Luciano Spalletti un altro italiano si aggiudica lo scudetto russo. Ho pianto quando abbiamo saputo della conquista aritmetica del titolo, non lo nascondo – ha ammesso Carrera dopo aver scritto l’impresa -. Mi congratulo con i ragazzi e i tifosi e ringrazio il mio presidente Leonid Fedun”.