Seconda coppa consecutiva, terza in assoluto, come nessuno mai: la Nuova Zelanda è la più forte squadra di rugby della storia. Probabilmente lo sapeva già tutto il pianeta, ora è arrivato anche il responso del campo.

FINALE

La partita più giocata del pianeta (ben 154 precedenti) eppure una finale inedita. Prima contro seconda del ranking mondiale, le due grandi favorite, anche le due nazionali più titolate al mondo. A Twickenham, nel tempio della palla ovale. E il campo non ha deluso le attese: i Mondiali di rugby 2015 sono della Nuova Zelanda, che a Londra ha schiantato 34-17 l’Australia. Ha vinto la squadra più forte. O semplicemente quella che aveva un appuntamento con la storia.

CRONACA

Il primo tempo è impressionante. L’Australia non è uno sparring partner qualunque: difende bene, con tenacia e tanta organizzazione in mischia aperta. Anche aiutata da qualche errore di fretta o imprecisione dei rivali. Ma è solo questione di tempo perché l’onda nera abbia il sopravvento: la Nuova Zelanda allunga col mancino infallibile di Carter, poi rompe l’equilibrio prima dell’intervallo con la meta di Milner-Skudder (ovviamente trasformata). Meritatissima, al termine di un’azione avvolgente sintesi di tutto il primo tempo. Si va negli spogliatoi sul punteggio di 16-3 e con un imbarazzante dominio territoriale del 79%.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre con il capolavoro di Ma’a Nonu al 3’ (meta con slalom travolgente). Quando tutto sembra finito, però, i Wallabies hanno un sussulto di classe e orgoglio: approfittando della superiorità numerica marcano due volte, con Pocock e Kuridrani, risalendo fino a -4. Giusto così: ci vuole anche un po’ di brivido per rendere speciale la terza volta mondiale degli All Blacks. La partita è riaperta, ma Carter dal nulla inventa un drop sublime. Degno congedo dalla scena internazionale di una delle aperture più forti di tutti i tempi. La corsa in contropiede di Barrett metterà il sigillo al punteggio: 34-17, Australia doppiata, Nuova Zelanda campione del mondo per la terza volta.