La Federazione Italiana Rugby ha annunciato la nomina di Conor O’Shea a nuovo commissario tecnico della nazionale, dove prende il posto di Jacques Brunel. O’Shea ricoprirà il suo nuovo ruolo a partire dall’1 giugno 2016 e sarà anche il Responsabile della Nazionale Emergenti.

Quarantasei anni il prossimo 21 ottobre, Conor O’Shea è il primo irlandese nella storia a guidare la Nazionale Italiana; attualmente è il Director of Rugby degli Harlequins, club che nel 2012 ha condotto al primo titolo di Campione d’Inghilterra e con cui vanta anche una Challenge Cup ed una coppa anglo-gallese. In precedenza, tra il 2005 ed il 2008, era stato Direttore delle Accademie Regionali della Federazione inglese e, successivamente, aveva assunto la direzione dell’Accademia Nazionale di Rugby Football Union.

Il nuovo CT prende il posto di Jacques Brunel e, tra i suoi collaboratori, avrà anche Giampiero De Carli (tecnico degli avanti e dei punti d’incontro) e di Giovanni Sanguin (preparazione atletica). Il ruolo di tecnico dell’attacco, delle skills e dei calciatori verrà invece ricoperto da Mike Catt (OBE), Campione del Mondo 2003 con l’Inghilterra, che ha già ricoperto la stessa posizione presso la Rugby Football Union sino alla Rugby World Cup 2015.

Il Presidente federale Alfredo Gavazzi: “Tutte queste nomine segnano, per FIR, un cruciale punto di svolta. Abbiamo identificato non solo tre figure di altissimo profilo, ma tre risorse che, per i propri percorsi professionali, sono in possesso di quelli che riteniamo siano i requisiti più adatti per contribuire allo sviluppo del nostro movimento”.

Conor O’Shea, nuovo Commissario Tecnico della Squadra Nazionale, alla cui guida debutterà in occasione del tour estivo di giugno in Argentina, Stati Uniti e Canada, ha dichiarato: “Come ho avuto modo di dire quando ho annunciato che avrei lasciato gli Harlequins ritengo che la fine di questa stagione rappresenti per me il giusto momento per affrontare una nuova sfida. Sono onorato ed eccitato all’idea di lavorare con tutte le componenti del rugby italiano per sviluppare l’indubbio potenziale che l’Italia ha come nazione rugbistica”.