Il prossimo 12 novembre allo stadio Olimpico di Roma test match di rugby tra Italia e Nuova Zelanda, con la sfida che si sarebbe dovuta giocare a San Siro ma che non si farà per il divieto imposto da Milan e Inter.

A spiegare le motivazioni di tale rifiuto il presidente della Federazione italiana rugby, Alfredo Gavazzi: “Roma ha già il Sei Nazioni, quindi avevamo pensato all’altro grande impianto italiano, San Siro – le sue parole – ma nonostante la relazione positiva dell’agronomo e i tempi di ripristino di un manto erboso dopo una partita di rugby, che si aggirano intorno alle 3-4 ore, siano inferiori a una di calcio, ci è stato detto di no. E questo è un problema in più, visto che San Siro è nella nostra candidatura per la Coppa del Mondo del 2023”.

Intanto la federugby ha annunciato i prezzi dei biglietti di vendita, che hanno costi comunque sostenuti e che viaggiano dai 30 ai 120 euro: “Ci aspettiamo il pieno – prosegue ancora Gavazzi – e con il Terzo Tempo che all’Olimpico è certamente più strutturato rispetto a San Siro. Prezzi alti? Sono consoni o inferiori a eventi di questa tipologia. Nella nostra storia, dal passaggio dal Flaminio all’Olimpico, abbiamo dimostrato di saperlo riempire e la nostra politica va verso un adeguamento dei prezzi”.

Poi sul nuovo c.t. Conor O’Shea: “Non creiamo falsi entusiasmi per questa partita – ammette candidamente – per il resto posso dire che nella settimana passata con la squadra in Canada a giugno ho potuto respirare un clima diverso. C’è stata soprattutto una positiva integrazione nello staff con i tecnici di Zebre e Benetton”. Il test-match con gli All Blacks sarà trasmetto da Dmax, che ha raggiunto con la federazione un accordo per coprire l’autunno internazionale fino al 2019.