Parafrasando il mitico Luigi Necco: Torino chiama, Roma risponde. Dopo le frecciatine di Massimiliano Allegri a proposito del “fallimento” giallorosso in caso di mancato scudetto, è giunta inevitabile la replica dalla lunga distanza di Rudi Garcia, in occasione della conferenza stampa pre-Atalanta. “Non abbiamo bisogno di dichiarazioni esterne per metterci la giusta pressione, per avere voglia e fame di vincere tutte le partite. La giusta pressione ce la mettiamo noi, siamo ambiziosi e vogliamo vincere tutte le partite, a partita da quella di Bergamo“. E ancora: “La nostra ambizione è vincere lo scudetto“. Infine, la cannonata: “Abbiamo la seconda miglior difesa del campionato, nonostante due rigori inesistenti e un gol in fuorigioco“, con palese riferimento ai fattacci dello Juventus Stadium.

Garcia contro la Juve

Se una risposta al pungolo di Allegri era pressoché scontata, dal momento che Garcia ha la lingua lunga quasi quanto quella di José Mourinho (e sicuramente più di quella del toscano), meno lo era il riferimento a quanto accaduto nell’ormai famigerato Juventus-Roma 3-2 dello scorso 5 ottobre. Per intenderci: a livello dialettico, la contro-sberla ci sta tutta. Il problema è che battere continuamente sullo stesso punto, quello del danneggiamento arbitrale, non solo rischia di esacerbare nuovamente gli animi attorno a un duello che durerà tutto l’anno (e vabbé, in fondo siamo abituati), ma potrebbe rivelarsi un boomerang per la stessa Roma.

Non sarà sfuggito agli osservatori più attenti che il rendimento dei giallorossi è improvvisamente crollato dopo la sconfitta di Torino. Certo, si dirà, è stata colpa della tonnara bavarese di qualche giorno più tardi. Ma è un’idea tutt’altro che remota che anche il massacro per mano del Bayern Monaco sia in parte figlio delle tragiche dichiarazioni di Garcia e Totti all’indomani del match contro la Juve. Se tecnico e capitano, i due leader assoluti dello spogliatoio, dichiarano che in Italia la Roma non vince per questioni extracalcistiche, lasciano in realtà passare un messaggio molto pericoloso per il resto della truppa: legittimandola, di fatto, a considerarsi più brava di quello che è (con effetti disastrosi in Europa), e regalandole un alibi inattaccabile per il campionato (perché dannarsi l’anima, se tutto è già deciso?).

Molto meglio, per la Roma, il Garcia che parla di ambizioni, fame, volontà di vincere tutte le partite.